Friuli Venezia Giulia

Il ritratto di Marco Cossi, il friulano assassinato questa notte a Padova


È ancora avvolto in un fitto alone di mistero l’omicidio di Marco Cossi, originario di Latisana e residente in Veneto da molti anni, precisamente a Selvazzano. L’uomo, di 48 anni, è stato ucciso in maniera particolarmente efferata, colpito da decine di coltellate che non gli hanno lasciato scampo, nel quartiere di Brusegana a Padova. Al momento gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima, oltre a tentare di disegnare il ritratto di un uomo che, a quanto sembra, era totalmente estraneo a dinamiche di natura criminali. È in corso, inoltre, la ricerca dell’arma del delitto. 

Un uomo tranquillo che viveva con la madre

Marco Cossi, secondo le prime ricostruzioni, conduceva una vita tranquilla, tra il lavoro come dipendente in una ditta di logistica del Padovano e la convivenza con l’anziana madre a Selvazzano. L’uomo non aveva precedenti nè segnalazioni, e il suo nome era totalmente assente dalle banche dati delle forze dell’ordine. Il profilo apparentemente ordinario della vittima e la brutalità dell’omicidio creano una dissonanza che rende il caso particolarmente delicato e difficile da risolvere. Ogni dettaglio dell’oscura vicenda è attualmente al vaglio della squadra Mobile. È già stata esclusa la possibilità che l’omicidio sia frutto di una rapina finita male: l’uomo aveva con sè il portafogli e gli effetti personali. 

Il sindaco di Selvazzano: “Omicidio brutale, sono profondamente colpito”

È sconvolto il sindaco di Selvazzano Dentro, Claudio Piron. “Sono profondamente colpito per quanto accaduto e per la brutalità con cui quest’uomo è stato assassinato. Di fronte a fatti di questo genere è davvero difficile trovare le parole. Esprimo la mia vicinanza alla famiglia e in particolare alla madre, con cui la vittima viveva. Al momento, da quanto emerge anche dalle notizie diffuse in queste ore, non ci sono ancora elementi chiari che aiutino a comprendere le ragioni di un gesto tanto violento. Personalmente non conoscevo Marco — continua il sindaco — incontro molte persone ogni giorno e il suo volto non mi era familiare. Da quanto ho appreso, aveva anche un lavoro stabile. Come comunità restiamo sgomenti e impotenti di fronte a un episodio di violenza così efferata”. 

 


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