Sardegna

Il riscatto delle aree interne sarde passa dai giovani: Coldiretti presenta le nuove opportunità a Orosei

L’agricoltura sarda attraversa una fase complessa, stretta tra le difficoltà legate ai cambiamenti climatici, all’aumento dei costi di produzione e alle criticità infrastrutturali, ma allo stesso tempo si dimostra ricca di potenzialità e prospettive di crescita. Innovazione, sostenibilità, agricoltura di precisione e valorizzazione delle eccellenze locali possono infatti trasformare il settore primario in uno dei principali motori dello sviluppo economico dell’Isola. È questo il messaggio emerso a Orosei nel corso dell’incontro organizzato da Coldiretti Nuoro Ogliastra con i giovani imprenditori provenienti da tutte le province sarde, un appuntamento dedicato all’approfondimento delle politiche europee e delle prospettive per le imprese del territorio. All’evento hanno preso parte Stefano Leporati, responsabile nazionale politiche economiche di Coldiretti, il direttore territoriale Alessandro Serra e, in collegamento da Roma, il direttore regionale e capo area economica di Coldiretti nazionale, Luca Saba.

L’incontro ha rappresentato uno spaccato concreto della realtà produttiva della Sardegna centrale e delle sue zone interne, territori spesso considerati svantaggiati ma che custodiscono uno dei patrimoni più importanti dell’Isola sotto il profilo agricolo, zootecnico e identitario. Le aziende locali continuano a rappresentare il cuore pulsante del comparto, capaci non solo di produrre qualità, ma anche di preservare tradizioni, cultura e autenticità territoriale attraverso il valore del cibo e dell’allevamento. Nel corso del confronto è emerso come le opportunità di sviluppo passino soprattutto attraverso il protagonismo dei giovani, la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e la multifunzionalità delle aziende agricole. Agriturismi, agricampeggi, fattorie didattiche, eventi culturali e vendita diretta rappresentano oggi strumenti fondamentali per creare reddito, trattenere valore nei territori e rafforzare il legame tra produzioni e comunità locali.

Nel suo intervento, il direttore regionale Luca Saba ha richiamato l’attenzione sul ruolo svolto dall’organizzazione nella tutela degli interessi delle imprese agricole. Grazie all’azione sindacale di Coldiretti, al confronto costante con le istituzioni e a un grande lavoro diplomatico e di pressione politica, è stato infatti evitato un taglio di circa 9 miliardi di euro sulla Pac che avrebbe pesantemente penalizzato l’agricoltura italiana. L’Italia è riuscita a ottenere una dotazione vicina ai 10 miliardi di euro, rafforzando così il sostegno al comparto nazionale e garantendo risorse fondamentali per territori complessi come la Sardegna.

Il professor Francesco Sanna, tra i principali relatori della giornata, si è soffermato sulle caratteristiche delle imprese agricole della Sardegna centrale, spiegando che oggi si riesce a costruire reddito non necessariamente aumentando i volumi di produzione, ma trattenendo maggiore valore all’interno dell’azienda tramite la trasformazione diretta del prodotto, la vendita diretta, la diversificazione e la riduzione dei costi energetici. Sanna ha comunque evidenziato le forti criticità storiche del territorio: la forte dipendenza dal prezzo del latte, l’isolamento, il caro energia, l’aumento dei costi delle materie prime come i mangimi, l’emergenza siccità e la crescente difficoltà nel reperire manodopera e nel garantire il ricambio generazionale.

Proprio su quest’ultimo punto si è espresso il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra, ricordando che difendere i giovani che scelgono l’agricoltura nelle aree interne significa difendere il futuro stesso della Sardegna rurale. Serra ha rimarcato la necessità di ridurre la burocrazia e velocizzare l’accesso ai fondi per il primo insediamento, per contrastare lo spopolamento e sfruttare le grandi potenzialità legate alla tradizione pastorale, alla filiera corta e al turismo rurale ed esperienziale.

Infine, Stefano Leporati ha evidenziato come il tema della semplificazione sia centrale per il futuro del comparto. Tra i risultati ottenuti in questi mesi, oltre al salvataggio dei fondi europei, si registrano le prime misure concrete di semplificazione, come l’introduzione del principio del controllo unico e l’utilizzo dei sistemi satellitari per alleggerire il peso delle verifiche nelle aziende. Strumenti più snelli che permetteranno ora alla Regione Sardegna di intervenire con maggiore efficacia a sostegno degli investimenti, in particolare nel comparto strategico della zootecnia.


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