Basilicata

Il prezzo del carburante bloccato non basta ai lucani: Basilicata ultima per benefici

Il prezzo del carburante bloccato non basta ai lucani: Basilicata ultima per benefici, gasolio -3,4 centesimi, benzina -1,9. A Eni e Ip si aggiunge Q8 ma autotrasporti e agenti sono in crisi: servono misure strutturali.


Gli aggiornamenti statistici sono importanti ma, forse, non il primo pensiero di chi combatte in prima linea gli effetti del carovita. Perché in fondo è vero, la decisione di Eni, Ip e ora anche di Q8 di porre un tetto limite al prezzo del carburante è stata d’aiuto per contenere l’emergenza nell’immediato e per abbassare il costo medio generale. È chiaro, però, che il beneficio è stato limitato ai distributori interessati che, come nel caso della Basilicata, possono non rappresentare la maggioranza o essere dislocati in modo tale da non consentire un accesso abbastanza facilitato da rendere sopportabili le code. Che poi, a ben vedere, ai lucani non sembra essere andata poi così bene rispetto ad altre regioni italiane, nonostante l’ormai acclarato paradosso dato dalla discrepanza tra le attività estrattive e gli effettivi benefici per il territorio.

Secondo l’Unione nazionale consumatori, infatti, la flessione riscontrata negli indicatori dei prezzi sarebbe stata inferiore alle attese, registrando di fatto una delle discese più contenute: -3,4 centesimi per il gasolio e -2,7 per la benzina. Solo in Campania, con -2,2 centesimi per il gasolio e -1,9 centesimi per la benzina, è andata peggio. Per fare un paragone, in Friuli-Venezia Giulia il gasolio è piombato a -6,6 centesimi, la benzina a -5,8. Un abisso che la dice lunga sulla necessità di insistere su misure strutturali, da affiancare a quelle provvisorie che, certamente, potrebbero portare ulteriore beneficio qualora la strategia delle tre aziende si allargasse ulteriormente.

LA RICHIESTA DELL’UNC E L’APPELLO SULLE ACCISE

Per l’Unc, tuttavia, c’è bisogno di aggiungere peso alle misure in atto. Il rischio, infatti, sarebbe quello di attestarsi sul meno peggiore degli scenari piuttosto che su un miglioramento effettivo, nonostante la mitigazione avuta con gli interventi di Eni e Ip (in autostrada -3,9 centesimi per il gasolio, -4 centesimi per la benzina): «È evidente – ha detto il presidente Massimiliano Dona – che fino a che i prezzi resteranno sopra i 2 euro non potremo certo cantare vittoria, per questo al di là dell’impegno di alcune compagnie a ridurre gli utili, che comunque continuano ad avere visto che certo non vendono sottocosto, il Governo deve ridurre le accise in modo adeguato e non solo per il gasolio ma anche per la benzina, restituendo almeno una parte dell’extragettito Iva che ha incassato grazie al caro carburanti e che certo non ha restituito con il meccanismo farlocco delle accise mobili».

Non solo. Come evidenziato da Figisc-Confcommercio, un rischio correlato è legato alle imprese e, ancor di più, alle categorie professionali che si spostano su strada per necessità data dal proprio lavoro, come gli agenti di commercio.

PREZZO CARBURANTE IN BASILICATA: IL PESO SULLE PROFESSIONI E LA FISCALITÀ DELL’AUTO

In pratica, la richiesta al Governo è di non lasciar fuori dalla platea delle misure anti-crisi coloro che dovrebbero beneficiarne maggiormente. In Basilicata, ad esempio, come spiegato dal presidente di Confcommercio Potenza e Fnaarc, Angelo Lovallo, «il carburante non è una voce marginale nei bilanci di chi lavora. Per un gestore significa sostenere i costi di un’attività che garantisce un servizio sul territorio; per un agente di commercio significa invece percorrere migliaia di chilometri ogni anno per raggiungere clienti e imprese.

In entrambi i casi parliamo di costi direttamente collegati al lavoro. Per un agente di commercio l’automobile è uno strumento professionale, come un’attrezzatura per un artigiano o un macchinario per un’impresa». Un primo passo, secondo l’associazione, sarebbe in questo senso la revisione della fiscalità dell’auto, in primis ritoccando il limite massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto di un’autovettura, al momento fermo a 25.822,84 euro, arrivando a considerare «l’automobile come bene strumentale della professione».

PREZZO CARBURANTE IN BASILICATA: SCENARI FUTURI E INCERTEZZE PER IL SETTORE

In attesa che le varie possibilità vengano passate al setaccio, lo scenario resta quello palesato dal Governo: sconto fiscale sul gasolio fino al 5 ottobre, poi via alla strategia delle accise mobili. Difficile, ora come ora, aspettarsi una prosecuzione del taglio (peraltro già ampiamente ridotto), così come non è ancora chiaro quale sarà la durata effettiva del prezzo bloccato. Uno scenario ancora troppo confuso per accontentarsi di una flessione generalizzata dei prezzi, senza dimenticare che anche altre categorie di lavoratori, autotrasportatori in testa, premono per ottenere benefici ad hoc. La partita è più aperta che mai.


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