“Non capisco perché Giorgia Meloni continui a relegare a goliardate episodi come l’uscita di Tajani sulle gonne… Francesca Pascale? Dopo la separazione non vedo più i nostri cani, mi mancano”: parla Paola Turci
Il suo nuovo album si chiama Amore a dismisura e lei, Paola Turci, ha amato al punto di rinunciare a se stessa. Lo racconta a Vanity Fair e spiega: “L’istinto mi ha fatto sbagliare, più volte, anche da grande. Ma non rinnego niente: quelle decisioni le ho prese io, non posso delegarne la responsabilità a nessun altro”.
Si parla anche di un brano contenuto nell’album, Lo stesso errore, e su questo punto Turci ha le idee molto chiare: “Prima mi tuffavo nelle relazioni, e mi lasciavo assorbire completamente. Adesso riesco a guardarle un po’ più da fuori. Sono in pausa. Ma c’è un errore che rifarei senza pensarci troppo: dare fiducia”.
La cantautrice 62enne, nel suo nuovo disco, parla d’amore, ma anche del “corpo, che da soggetto diventa oggetto. E il corpo delle donne è profondamente politico: continuiamo a parlarne, a giudicarlo, a decidere come dovrebbe essere”. E non manca un passaggio sulle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulle gonne lunghe: “Non capisco perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni continui a relegare episodi del genere a goliardate o frasi dette male. Più chiaro di così… Ecco cosa intendiamo quando parliamo di patriarcato. Sono questioni che sentivo già da ragazzina: le gonne sotto il ginocchio, le regole imposte alle ragazze. Se un vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri dice ancora oggi una frase del genere con serenità, non è un’affermazione uscita male: è un pensiero. Per questo con Una Nessuna Centomila ripetiamo che liberarsi dal patriarcato è anche, e soprattutto, una lotta maschile”.
Turci dice però di avere fiducia nelle nuove generazioni, perché vede “un movimento forte di ragazze e ragazzi che certi discorsi li guardano con sufficienza, come qualcosa di già vecchio”.
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