Sicilia

Il messaggio di Mattarella: «Ora e sempre Resistenza»

«Ora e sempre Resistenza». Sergio Mattarella chiude così il suo intervento per il 25 aprile a San Severino Marche, rilanciando una frase già usata in passato e legandola al significato attuale della Liberazione.

Il Presidente della Repubblica richiama il valore della memoria e cita lo scrittore William Faulkner: «Il passato non è mai morto, non è neanche passato». Un concetto che traduce in un messaggio chiaro: «Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente».

Un richiamo diretto al senso della ricorrenza, che non è solo celebrazione ma responsabilità. Mattarella sottolinea come l’impegno nato dalla Resistenza continui ancora oggi, alla base dei valori della Repubblica e della convivenza democratica.

Non è la prima volta che il Capo dello Stato utilizza quella formula. Già nel 2023, a Cuneo, aveva ricordato le parole incise su una lapide dedicata alla Resistenza, con l’idea di un impegno che unisce «morti e vivi» nella difesa della libertà.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha ricordato le diverse figure che contribuirono alla fine della guerra ma anche «i militari lasciati allo sbando dopo l’8 settembre», i giovani che si unirono alla Resistenza, i contadini costretti a lavorare sulla Linea Gotica, le donne e le famiglie colpite dalla violenza, i sacerdoti e i carabinieri uccisi per rappresaglia. «Questa è la storia, scritta con la loro vita».

Mattarella ha sottolineato che il 25 aprile è «la festa di tutti gli italiani amanti della libertà» e richiama l’unità del Paese, nato «sulle macerie di un regime dittatoriale» e costruito sui valori della Costituzione. Un percorso che, in ottant’anni, ha portato «pace, sviluppo e progresso».


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