il Gianicolo diventa una tendopoli. Ma i posti letto non bastano
L’inverno più duro è arrivato, e sul Gianicolo ha lasciato un’immagine che stona con la monumentalità del colle. Tra gli alberi, ordinatamente allineate, sono comparse decine di tende.
Non accampamenti improvvisati, non baracche nate dal nulla, ma una presenza stabile e visibile: l’ultimo rifugio di chi, anche quest’anno, non ha trovato posto al chiuso.
Le fotografie circolate nelle ultime ore raccontano una realtà che non si può più ignorare. Quelle tende — in molti casi fornite dalle stesse strutture di assistenza — sono il segno concreto di una emergenza cronica, acuita dal freddo e dalla sproporzione tra bisogni e risposte disponibili.
I numeri dell’accoglienza: lo sforzo del Campidoglio
Negli ultimi anni Roma Capitale ha ampliato in modo significativo la rete di accoglienza. Tra il 2021 e l’inizio del 2026, sotto il coordinamento dell’Assessorato alle Politiche Sociali, sono stati attivati interventi strutturali su più livelli.
I centri di accoglienza ordinaria hanno raggiunto quota 1.200 posti letto distribuiti nei 15 Municipi. A questi si sono aggiunti 250 posti a bassa soglia nelle tensostrutture giubilari di San Lorenzo, San Pietro, Ostiense e Tiburtina.
Con i fondi del PNRR sono stati inoltre aperti 220 posti attraverso i progetti “Housing First” e “Stazioni di Posta”, come quelli inaugurati a via del Casaletto e a Castro Pretorio.
Eppure non basta. La prossima struttura prevista alla Ferratella, nel IX Municipio, viene già considerata insufficiente rispetto al fabbisogno reale.

Più persone in strada che posti disponibili
Il nodo resta tutto qui: la distanza tra i numeri ufficiali e la realtà. Il censimento promosso dall’assessora Barbara Funari nel 2024 aveva contato 2.204 persone senza dimora solo all’interno dell’anello ferroviario.
Un dato che oggi appare persino sottostimato e che spiega perché luoghi simbolici come il Gianicolo stiano diventando rifugi forzati.
«Questi posti rappresentano una soluzione dignitosa per un’utenza che spesso resta esclusa dai percorsi tradizionali», spiegava Funari a fine dicembre. Ma la presenza delle tende sul colle racconta un’altra verità: l’accoglienza “diffusa” è diventata l’ultima trincea per evitare morti per ipotermia.
Assistenza, decoro e una città che non tiene il passo
Intanto, le associazioni di volontariato continuano a presidiare le notti più fredde, distribuendo pasti caldi, coperte, assistenza sanitaria di base.
Sullo sfondo cresce però il dibattito: fino a che punto è sostenibile la presenza di accampamenti in aree di alto valore storico e paesaggistico?
Il Campidoglio ha assicurato che i posti creati in vista del Giubileo resteranno strutturali anche dopo il 2026. Ma la sfida dell’“housing first”, la casa come punto di partenza e non di arrivo, resta tutta aperta.
In una città dove il numero dei senza dimora continua a crescere più velocemente dei posti letto inaugurati, il Gianicolo diventa così il simbolo di una Roma che, di fronte al freddo, resiste come può.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link




