Lazio

il dossier CISL boccia la mobilità nelle periferie romane

Autobus che non passano mai, ingorghi perenni e ore preziose inghiottite dal traffico cittadino.

La fotografia scattata dall’ultimo rapporto della CISL sulle periferie della Capitale non lascia spazio a narrazioni trionfalistiche e restituisce la dimensione quotidiana dei disagi vissuti da centinaia di migliaia di romani.

Nei sei quadranti periferici passati sotto la lente del sindacato, il 45,4% degli intervistati indica come piaga principale la cronica insufficienza del trasporto pubblico, mentre il 40,4% punta il dito contro le lunghe percorrenze e la paralisi della viabilità, seguite a ruota dal degrado urbano (34,4%).

A pesare come un macigno sulla qualità della vita dei residenti è soprattutto la durata dei trasferimenti verso i luoghi di lavoro: quasi quattro cittadini su dieci (il 38,8%) impiegano tra i 30 e i 60 minuti a tratta, mentre un ulteriore 16,2% impiega abitualmente più di un’ora per un singolo spostamento.

Torre Angela e Ottavia: la mappa delle periferie dimenticate

Il malessere si acuisce muovendosi verso i grandi quartieri popolari della cintura periferica. A Torre Angela la protesta è unanime: ben il 54,5% degli abitanti giudica del tutto inadeguata la rete dei mezzi pubblici.

Muovendosi sul versante opposto della città, tra i quartieri di Ottavia e Santa Maria della Pietà, la priorità critica diventa la congestione stradale: il 65% dei residenti indica il traffico paralizzante e i tempi di viaggio come il principale incubo quotidiano.

Numeri che trasformano la mobilità da diritto primario a un’estenuante corsa ad ostacoli, riaccendendo lo scontro politico sulle scelte infrastrutturali dell’amministrazione di Palazzo Senatorio.

L’attacco di FdI: «A che cosa sono serviti i miliardi del PNRR e del Giubileo?»

A tradurre i dati della survey sindacale in un pesante atto di accusa politica verso la Giunta capitolina è Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia.

«Dopo cinque anni di consoli e proclami, con gli eventi del Giubileo alle porte e la disponibilità straordinaria delle risorse europee del PNRR, queste rilevazioni impongono una resa dei conti contabile e politica – affonda Schiuma –. Bisogna chiedersi con chiarezza quanto sia stato concretamente realizzato per abbattere la muraglia invisibile tra il centro storico e le periferie in termini di trasporti e servizi di prossimità. Le cerimonie di taglio del nastro e le passerelle di facciata svaniscono rapidamente, mentre le grandi opere e i binari rimangono. Roma ha urgente necessità di misurare le performance della macchina pubblica sulla reale contrazione dei tempi di percorrenza, sull’efficienza della flotta dei bus e sulla reale accessibilità delle infrastrutture nei quartieri più distanti».

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