Il Comune di Genova vara l’identità alias per i dipendenti trans: ecco cos’è e come funziona

Genova. Il comune di Genova introduce l’identità alias a tutela del personale dipendente e per la fruizione dei servizi civici e comunali da parte della cittadinanza. Lo fa attraverso un atto di indirizzo su proposta dell’assessora alle Pari opportunità e alle Politiche di Genere Rita Bruzzone, approvato all’unanimità dalla giunta.
L’amministrazione fornirà un profilo alternativo associando il nome di elezione del lavoratore o della lavoratrice ai sistemi informativi interni, ai cartellini di riconoscimento (badge), alle caselle di posta elettronica e agli strumenti di identificazione visiva aziendali. L’aspetto innovativo del provvedimento risiede nell’estensione dell’identità alias ai rapporti con l’utenza esterna nei servizi caratterizzati da fruizione continuativa o ricorrente come biblioteche, musei, impianti sportivi e altri servizi di comunità.
“L’adozione della carriera e dell’identità alias non è soltanto un dovere, ma è anche e soprattutto un chiaro segnale di riconoscimento, civiltà e rispetto che vuole tutelare le persone transgender all’interno del nostro ente e la cittadinanza nell’interfacciarsi con i servizi civici – spiega infatti l’assessora -. Vogliamo che venga eliminato ogni ostacolo od occasione di disagio per le persone trans, sia sui luoghi di lavoro comunali che nell’accedere alle nostre strutture, di ogni tipo. Genova riafferma con forza il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione e omolesbobiatransfobia, e lo facciamo attuando i principi previsti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione e gli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che garantiscono garantendo la dignità e il diritto all’autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e all’identità di genere”.
Parallelamente il Comune promuoverà un’azione attiva di sensibilizzazione nei confronti di enti, organismi e società partecipate o collegate, al fine di favorire l’adozione di analoghe misure organizzative e garantire un approccio uniforme alle politiche di inclusione in tutto il sistema pubblico locale.




