Il commercio che cambia volto: in Molise meno botteghe, ma crescono bar e ristoranti | isNews
I dati emersi su Campobasso e Isernia all’undicesima edizione dell’Osservatorio sulla demografia delle imprese nelle città italiane
CAMPOBASSO/ISERNIA. Il tessuto economico sta cambiando e anche Campobasso e Isernia seguono la tendenza nazionale: diminuiscono i negozi tradizionali mentre crescono servizi e attività legate alla ristorazione e all’ospitalità.
È quanto emerge dall’undicesima edizione dell’Osservatorio sulla demografia delle imprese nelle città italiane realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha analizzato l’andamento delle attività economiche in 122 comuni italiani tra il 2012 e il 2025. Nel capoluogo regionale le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 721 a 567, con una contrazione particolarmente evidente nel centro storico dove le attività sono scese da 317 a 249.
Una dinamica analoga si registra a Isernia, dove i negozi sono diminuiti da 353 a 281, mentre nel centro storico si è passati da 157 a 122 attività. Nella graduatoria nazionale dei 122 comuni per variazione delle imprese attive Isernia si colloca al 91° posto con un calo del 22,9% e Campobasso al 97° posto con una flessione del 22%. A soffrire maggiormente sono i settori tradizionali come edicole, abbigliamento, mobili e ferramenta, mentre cresce il comparto dei servizi e della ristorazione, in linea con il dato nazionale che registra circa 19mila imprese in più tra alloggio e ristorazione.
Secondo il presidente di Confcommercio Molise Angelo Angiolilli la vitalità delle città dipende dalla presenza del commercio di prossimità e, se da un lato la crescita di servizi e turismo rappresenta un’opportunità, dall’altro è necessario intervenire per evitare che i centri storici perdano la loro identità commerciale tradizionale, anche attraverso le proposte del progetto Cities rivolte alle amministrazioni locali per rafforzare attrattività, sicurezza e qualità della vita urbana.
Source link




