Il citofono, sono Alice e amo una voce. Un romanzo sentimentale sano

Il citofono, sono Alice e amo una voce, Sara Piazza, illustrazioni di Dido, Biancoenero
“Poteva succedere a un’altra, che ne so, Jessica. Invece è capitato proprio a me. Alla paurosa, sempre sincera e … sfortunata Alice. Tutto il contrario di quella Alice nel paese delle meraviglie a cui pensava mamma quando ha scelto il mio nome. Io non posso correre dietro ai conigli in ritardo, né fare la conoscenza di gatti strambi, perché sono rinchiusa qui. Somiglio più alla Alice di Rodari, che cade e si perde, e alla fine resta chiusa in un cassetto. Sincerissimamente, non sapevo nemmeno cosa fosse la mononucleosi. Quando mi è venuta la febbre, ho pensato che si trattasse di influenza, ma che avrei avuto tutto il tempo di guarire e partire per il campeggio. Dopo cinque giorni però la febbre era sempre lì, andava giù ma poi tornava di nuovo su…”
Alice, la sfortunata Alice, è costretta a casa dalla mononucleosi. Deve rinunciare al campeggio con le amiche del cuore e i suoi genitori sono costretti a rimandare le ferie e le due settimane al mare. Ma la cosa più drammatica per Alice è che dovrà trascorrere le giornate con sua sorella Chiara, diciottenne che non la sopporta e sembra trovare ogni occasione per mettersi contro di lei.
Trovare un modo per far passare quelle giornate infinite è davvero difficile. Alice, annoiatissima, ha addirittura imparato a farsi piacere i compiti per le vacanze.
Poi, un giorno, scopre di poter comunicare con il mondo là fuori attraverso il citofono e si improvvisa cantastorie per un pubblico sconosciuto.
“Tutti questi rumori che vengono dalla strada sono come gli scatoloni nel garage dei miei nonni: qualcosa su cui fantasticare e da cui sperare che venga fuori…… una meraviglia per me.”
Inizia recitando poesie, San Martino di Giosuè Carducci, per poi passare alle Favole al telefono di Gianni Rodari. Poi, tra il pubblico silenzioso, prende la parola Tommaso, un ragazzo con la “s speciale”, un suo coetaneo che frequenta la “Giacomo Leopardi”. I due non si conoscono, ma hanno tante cose da dirsi: si raccontano storie, condividono letture e, poco alla volta, costruiscono un legame speciale.
Quando all’improvviso Tommaso scompare, Alice è disperata e assalita da mille dubbi, persino sulla sua reale esistenza. Una cosa, però, è certa: Alice vuole assolutamente ritrovarlo. Tommaso è un ragazzo speciale, è gentile, la ascolta e la fa ridere.
Sara Piazza firma un romanzo sentimentale davvero godibile, che si legge in un soffio. Con una scrittura limpida, racconta il mondo interiore di un’adolescente alle prese con paure, insicurezze e il desiderio, così forte a quell’età, di essere accettata per quello che è.
“Dopo, non ora, gli dirò che mi è piaciuto da subito. Che ho avuto paura di non piacere a lui e, per questo motivo, per non essere insopportabile come dice mia sorella, ho trattenuto tutte le domande che mi salivano in testa”.
È proprio in questa paura di non piacere, nel trattenere le domande e nel desiderio di essere ascoltati che tanti adolescenti possono riconoscersi.
Mi viene da dire che questo sia un romanzo sentimentale sano: non perché sia privo di complessità, ma perché racconta un legame che nasce dall’ascolto, dalla condivisione e dalla curiosità reciproca. Un’alternativa interessante a quelle storie d’amore che, in molti romance oggi molto popolari tra le ragazze, finiscono per confondere l’intensità dei sentimenti con dinamiche relazionali tossiche.
Ed è bello poter proporre dagli scaffali della libreria libri come questo: storie che non semplificano i sentimenti, ma li raccontano con delicatezza, restituendo tutta la fragilità, le paure e le possibilità di quell’età meravigliosa che è l’adolescenza.
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