Il Catanzaro s’aggrappa ai suoi “veterani”
L’operazione rilancio è roba da veterani. Il Catanzaro si aggrappa ai suoi senatori per battere la Carrarese cominciando a tirarsi su in classifica. Non c’è nessuno più indicato di Pigliacelli, Antonini, Petriccione e Iemmello per trainare la squadra. Non sono i soli con tanta esperienza, ma sono quelli che da più tempo frequentano lo spogliatoio, conoscono meglio degli altri la città e i tifosi, sanno prendere il “polso” dell’ambiente, hanno carisma e leadership riconosciute seppure con gradi e in modi differenti. È a loro che il tecnico Gorgone si affida per vincere la sua prima gara ufficiale in giallorosso.
Il faro è sempre Iemmello. A Bolzano ha fallito un’occasione che avrebbe potuto svoltare la partita (due minuti dopo è passato in vantaggio il Sudtirol), mentre a Pisa aveva firmato una gran rete di testa che non è bastata a evitare almeno la sconfitta. Pietro il primo timbro stagionale l’aveva già piazzato al “Ceravolo”, ma in Coppa, e comunque non era bastato per andare avanti, visto che sempre il Sudtirol aveva ripreso il risultato nel finale per poi festeggiare ai rigori. Serve, in pratica, uno dei suoi colpi decisivi, quelli cui sono abituati i sostenitori delle Aquile. In genere, quando le cose sono state complicate, il capitano ha risposto sempre presente.
Lo stesso vale per Pigliacelli, l’anno scorso fondamentale nella lunga rincorsa alla finale playoff: «La mia parata più bella? Quella a Monza perché teneva vivo il sogno promozione», ha detto l’altra sera, dal palco, durante la presentazione della squadra al Parco della Biodiversità. In queste prime tre partite è stato straordinario con alcuni interventi a Vicenza e Pisa, però non ha ancora tirato fuori la prodezza determinante ai fini del risultato. Niente di meglio della sfida di sabato per farlo, se dovesse servire.
Lo aiuteranno la difesa e il sistema difensivo nel suo complesso: in questo senso è importante il recupero di Antonini, che a Bolzano ha giocato molto bene nonostante un acciacco da gestire (tanto da dover uscire prima della fine per precauzione) e che ieri è rientrato in gruppo: è a tutti gli effetti a disposizione dell’allenatore (lo è anche Frosinini). Dopo sette gol subiti in tre gare, il brasiliano di nuovo in condizione è cruciale per guidare un pacchetto arretrato rinnovato sia negli interpreti che nei compiti richiesti.
Un po’ più avanti sarà essenziale Petriccione, l’uomo dell’equilibrio in mezzo e il motore che fa girare tutto. Se il Catanzaro si muove come ha fatto nei secondi tempi di Pisa e Bolzano, grazie alla regia del numero 10, difficilmente resterà ancora a bocca asciutta. Un successo per sbloccarsi: nessuno è più indicato dei veterani per provarci.
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