Sicilia

Il campione della pasticceria è Giuseppe Molinaro, 26 anni

A soli 26 anni il bagherese Giuseppe Molinaro si è imposto come uno dei volti più brillanti della nuova pasticceria italiana. Il giovane maestro ha conquistato il Campionato italiano di pasticceria a Rimini, un traguardo prestigioso che rappresenta il punto più alto – finora – di un percorso costruito con determinazione, sacrificio e una passione nata prestissimo: «Sono figlio d’arte», racconta infatti. La sua storia affonda le radici nel 1994, quando il padre apre a Bagheria Il Bacio Bar. È lì che tutto comincia: «Sin da piccolo, durante le vacanze scolastiche, ero in laboratorio», ricorda. Un ambiente familiare che però non basta da solo a spiegare la scintilla. «Per caso ho iniziato a dare una mano in gelateria e da lì è nato l’amore per questo lavoro».

Da quel momento la curiosità prende il sopravvento: «Questo mondo mi ha preso – riprende Giuseppe – e ho cominciato a frequentare corsi». La formazione diventa presto una scelta di vita. Dopo i primi passi nel mondo del gelato, Molinaro decide di ampliare i propri orizzonti: «Una volta formato ho capito che era il momento di dedicarmi anche alla pasticceria». Inizia così un lungo percorso fatto di studio, viaggi e confronto con i migliori professionisti del settore. Un cammino segnato da incontri fondamentali, come quello col maestro Emanuele Forcone: «Grazie a lui ho acquisito le conoscenze necessarie per affrontare questo percorso».

Molinaro nel 2024 conquista la medaglia d’oro alle Olimpiadi di pasticceria artistica individuale di Stoccarda, un successo internazionale che lo proietta tra i giovani talenti più promettenti. Nel 2025 entra a far parte di Ampi Giovani, l’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, e consolida la sua presenza nel panorama nazionale. Fino al 2026, anno della consacrazione con la vittoria del Campionato italiano. «Vincere la più prestigiosa competizione di pasticceria italiana è la più grande soddisfazione della mia vita. È un sogno che si realizza», confessa. Dietro questo successo c’è una preparazione quasi estrema. «Negli ultimi mesi mi allenavo dalle 16 alle 18 ore al giorno, sette giorni su sette. Sapevo che per vincere dovevo dare tutto». Nel laboratorio ha creato uno spazio dedicato, pensato per affinare tecnica e precisione: «Mi sono organizzato per lavorare lo zucchero e provare i dolci in modo costante».

Il tema della competizione, lo sport, è stato interpretato con originalità e rigore. Molinaro ha scelto il ciclismo, trasformandolo in un racconto visivo e gustativo: «Ho realizzato uno stecco gelato a forma di ruota, una torta con il piatto a cronometro e una pièce con un ciclista sulla strada». Il regolamento imponeva anche l’utilizzo del cioccolato e l’inserimento del bignè nelle torte, oltre alla creazione di nove stecchi gelato con diverse consistenze. «Mi piace lavorare il cioccolato, è una materia che si presta a molte interpretazioni», sottolinea, evidenziando anche l’uso di tecniche raffinate, come quella impiegata per il fiore in zucchero artistico, «un metodo molto bello da eseguire e di grande impatto. Le gare mi sono sempre piaciute, anche perché i maestri con cui ho studiato erano già campioni. Sono sempre stati una fonte di ispirazione». Oggi, da membro del Conpait, il Consorzio Pasticceri Italiani, è lui stesso un esempio per le nuove generazioni. Il successo di Rimini ha aperto nuove prospettive: «Sono stato contattato – dice Molinaro – da alcune aziende per collaborazioni; è un’ulteriore soddisfazione». E aggiunge: «Essere presente su una rivista che ho sempre seguito è per me un grande onore». Resta centrale il valore delle origini: «Ringrazio la mia famiglia, mi è stata accanto in tutto il percorso. Senza di loro non sarebbe stato possibile».

Lo sguardo di Molinaro è già proiettato avanti. «Le soddisfazioni sono arrivate, ma spero che ne arriveranno altre», dice con lucidità. Il suo obiettivo è chiaro: «Voglio essere formato in tutti i reparti della pasticceria, saper parlare di ogni ambito sia dal punto di vista tecnico che pratico. Il mio sogno è diventare punto di riferimento nella pasticceria nazionale e far crescere sempre di più la mia attività».


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