Emilia Romagna

il 16enne identificato tra le vittime della strage di Crans-Montana


È stato identificato tra le vittime italiane Giovanni Tamburi, il 16enne di Bologna che era disperso dalla notte della strage di Crans-Montana, in Svizzera, avvenuta il durante i festeggiamenti di Capodanno. Il ragazzo è rimasto coinvolto nell’incendio scoppiato all’interno del locale “Le Constellation”. Attualmente sono quaranta i morti e 121 i feriti nel rogo, tra cui tanti giovanissimi e anche minorenni.

La conferma dell’identità di Giovanni: “Riscontrato il test del dna”

Nella serata di sabato, l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha informato che “tre delle vittime sono italiane” e che “le famiglie sono state avvertite”, senza specificare però l’identità dei corpi. Un portavoce della Farnesina ha poi confermato a BolognaToday che l’identità di Giovanni è stata riscontrata dal test del dna effettuato dalle autorità svizzere.

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Il liceo e la parrocchia: chi era Giovanni

Giovanni frequentava il liceo Augusto Righi, nel capoluogo bolognese. Le sue ricerche erano iniziate nelle ore successive all’incendio, quando di lui si erano perse le tracce. A Crans-Montana, il ragazzo si trovava in vacanza insieme al padre Giuseppe. Per domenica è in programma a Bologna una veglia di preghiera che era stata organizzata dall’insegnante di Religione del ragazzo e i suoi compagni di scuola, inizialmente in segno di vicinanza alla famiglia durante le ricerche ormai concluse nel più tragico dei modi. Per la strage la procura del Cantone Vallese ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo a carico dei gestori del Constellation.

Gli appelli disperati della madre nei giorni precedenti

Da Bologna la madre, Carla Masiello, aveva rivolto disperati appelli ai mezzi di informazione nel tentativo di riuscire a rintracciare il figlio, con la speranza che fosse ancora vivo in mezzo alle persone ricoverate tra gli ospedali svizzeri e quelli lombardi, ma ancora senza essere stato identificato. La madre aveva riferito di aver sentito al telefono il figlio poco prima che uscisse di casa e che il ragazzo aveva il cellulare scarico. Nella serata di venerdì la famiglia aveva parlato anche con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il lutto delle istituzioni

“È una notizia che ci riempie di ulteriore e intenso dolore: quanto successo è davvero terribile. Ci stringiamo alla famiglia di Giovanni Tamburi e ai suoi cari, a cui, a nome dell’intera comunità regionale, inviamo profondo cordoglio e solidarietà. Tutta l’Emilia-Romagna è con loro”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, tra i primi a commentare il ritrovamento.

Ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore: “Bologna si stringe nel dolore attorno alla famiglia del giovane Giovanni Tamburi e alle famiglie delle altre vittime della tragedia di Crans-Montana in Svizzera. Non ci sono parole per una catastrofe come questa e tante giovani vite spezzate. Ringrazio le autorità nazionali italiane che si stanno prodigando in queste ore per fare chiarezza e prestare supporto alle vittime”.

Ai messaggi di cordoglio si è aggiunto anche quello della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni: “Insieme alla mamma, con la quale sono stata sempre in contatto, abbiamo sperato fino alla fine che Giovanni fosse vivo. Purtroppo stasera, con profondo dolore, si è scoperto che non è così, che è uno dei ragazzi italiani morti nella strage di Capodanno. Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza ai familiari di Giovanni Tamburi distrutti da questa tragedia e alla comunità bolognese tutta, scossa da questa terribile sciagura”.

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