Liguria

Iit, Salis incontra i lavoratori: “Scriverò al governo, sostegno alla vostra vertenza”


Genova. “Scriverò al ministero, faremo come amministrazione tutto quello che è possibile per sostenere la vostra vertenza, che non è solo la vostra ma di tutti quelli che faticano a sostenere la propria ricerca”. Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, ai lavoratori e lavoratrici dell’Iit, Istituto italiano di tecnologia, oggi in sciopero nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto.

Questa mattina i lavoratori Iit, seguiti nella vertenza dal Usb, Cgil e dall’rsu, sono scesi in piazza in diverse centinaia e poi hanno tenuto un presidio davanti alla prefettura. Dopo un incontro con la prefetta Cinzia Torraco, ricercatori e amministrativi si sono diretti a palazzo Tursi, sede del consiglio comunale, per incontrare la giunta.

Con loro hanno interloquito dapprima il consigliere Filippo Bruzzone e l’assessore al Lavoro Emilio Robotti, poi anche la sindaca ha voluto parlare direttamente con i lavoratori interessati dalla vertenza.

“Noi chiediamo un cambio di narrazione – ha detto Marco Scotto, Rsu Iit e Usb – ogni volta che le istituzioni vengono nei nostri laboratori ammirano le grandi scoperte o i macchinari, ma devono sapere che dietro quella realtà ci sono lavoratori in difficoltà, precari, problemi di finanziamenti continui”.

“La dirigenza dell’Iit – ha continuato Maurizio Rimassa, Usb – ha proposto come aumento contrattuale 20 euro al mese a fronte di un’inflazione galoppante, questo sta provocando un’enorme rabbia, lo avete visto, ma oltre al problema della trattativa arenata sul contratto, c’è la questione dei finanziamenti tagliati dal governo”.

“C’è una seppure minima che quelle risorse possano essere ripristinate e quindi chiediamo alle istituzioni tutte qualsiasi atto di mediazioni”, ha aggiunto Stefano Boero, Flc Cgil.

La sindaca Salis ha dichiarato: “Il governo da tanti anni parla dell’eccellenza del Made in Italy ma deve capire che anche questo è il Made in Italy da sostenere, vedete, nella mia storia personale so cosa significa la frustrazione di non poter svolgere il lavoro che si ama, mia sorella lavorava per un centro di ricerca scientifico, ha dovuto cambiare lavoro perché non era pagata, non aveva alcuna certezza sul futuro, non riusciva a farsi una famiglia, questo non deve accadere”.

“Io sono qui a dirvi che la ricerca è progressista – ha aggiunto – perché è un qualcosa che guarda al futuro, e quindi vi darò tutto il mio sostegno, scriverò al ministro perché questa vertenza non è solo vostra ma riguarda tutto il mondo della ricerca”.

“Questa amministrazione comunale ha tutto l’interesse a fare sì che voi restiate in questa città – la media anagrafica dei lavoratori Iit è di 35 anni – Genova ha bisogno di giovani, non può permettersi un ulteriore spopolamento di quella parte che produce, che rappresenta il futuro, so che voi avete le professionalità per trovare lavoro altrove nel giro di due minuti, ma Genova ha bisogno che restiate“.




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