Toscana

i nomi di orafi e buyer che parteciperanno

L’annuncio c’è. Dal 9 al 12 maggio all’Arezzo Fiere e Congressi di via Spallanzani si accenderà l’edizione 2026 di Oroarezzo. Un appuntamento attesissimo che giunge in un momento particolarmente delicato sul fronte della politica e dell’economia internazionale dove i conflitti in Medio Oriente hanno influenzato, e non poco, la stabilità del comparto. Preoccupazioni di cui le associazioni di categoria, ultima in ordine cronologico Confartigianato, si sono più volte fatte portavoce con le istituzioni alle quali viene chiesto di porre in essere azioni utili a garantire la stabilità di un settore cruciale per l’economia del Paese intero.

Chi prenderà parte alla fiera dell’oro

vetrina Oroarezzo

Come sottolineato da Italian Exhibition Group (Ieg) “il salone internazionale vede confermati gli espositori più rappresentativi non solo dal distretto di casa ma anche da Vicenza, Valenza e Milano; in linea con l’edizione dello scorso anno. Ieg punta a diversificare sia l’incoming dei buyer ospitati, sia i contenuti”.

Esporranno a OroArezzo le aretine Unoaerre, Giordini, Gold Art, Richline Italy, Coar, Fratelli Chini e Silo. La fiorentina Graziella Braccialini; le vicentine Alessi Domenico, Superoro, LAC, Lucchetta Armando, Daniela Coaro e la milanese Milor. Per le produzioni e lavorazioni in argento: la vicentina Chrysos e le aretine Croma Catene, Efc Silver e Luiber. Tra le presenze internazionali consolidate: la spagnola Alias Concept, le turche Zen Diamond e Arpas. Spagna e Portogallo presenti con le aziende Norreslet, Ragui e Ajamorim. Presenti associazioni internazionali come GJEPC e HKJJA, rappresentative di due mercati strategici a livello globale quali India e Hong Kong. Per la sezione dedicata alla gioielleria presenti le vicentine Fratelli Bovo, Veneroso e Caoro, l’aretina Artlinea, le valenzane Giloro e Moraglione. Tra le nuove partecipazioni, Rossano Caldaroni. E poi per il comparto componenti e semilavorati figurano Fior, Itam e Orchidea Preziosi. Accanto a queste, si aggiungono Filostil, General Preziosi, Magù, Opla, Qplus e Golden Eyes. Tra le aziende con creazioni dalle lavorazioni più articolate o anche sperimentali: le aretine Migliorini, Neri Romualdo, Omega Art, A.M.P. Quadrifoglio, Golden Clef, e Femar. E ancora le vicentine Maria De Toni, Re Sole, D’orica, Rancangelo e Ronco. E infine la meneghina Stella Milano. L’area che ospita macchinari e innovazioni tecnologiche vede la partecipazione di Sisma, Fasti, Orotig e Italimpianti Orafi, affiancate da aziende quali 3DZ, BTT e Zone Creative, Elvateche DTP. Completano il quadro FOV, Pala Golden, La Microfusione, Italtherm, IT-Tech e Gold Makina, delineando un universo tecnologico completo e in continua evoluzione.

Tra le novità 2026 c’è il debutto di Precious Fashion, area espositiva dedicata all’accessorio moda. Qui saranno 16 le aziende protagoniste: L.E.M., Legor Group, Sisma, Novart, Meccanica Marcato, Fatà Smalti, Esa Electroforming Chemistry, le realtà riunite nel Consorzio Physis -Trea, C&G Depurazioni, Giosi2, Galvamet, OMS, Griba, Bandinelli e Forni e L.E.M. Industries- Taurini – Pianeta Gemme e UnoGlam.

Buyer esteri: il punto sull’incoming

Ma chi verrà a visitare la fiera? Quali i compratori, uomini d’affari che saranno presenti? E soprattutto, da quale parte del mondo? Ancora una volta è Ieg a sottolineare come attualmente i buyer ospitati registrati alla manifestazione provengono da 49 Paesi: in testa gli Stati Uniti, seguiti da Romania, Hong Kong, Polonia, Messico, Argentina e Marocco”.

Confartigianato incontra il ministro Urso

Ma come detto le preoccupazioni, in questo momento, non sono affatto secondarie. Il consiglio direttivo dell’Associazione nazionale orafi di Confartigianato, riunitosi nei giorni scorsi, ha analizzato la congiuntura del settore orafo con particolare attenzione agli strumenti di sostegno disponibili per le imprese artigiane. L’obiettivo è portare tutto questo all’attenzione del Governo durante l’incontro che si svolgerà il prossimo 20 aprile. A parlare con gli orafi sarà il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, all’ordine del giorno invece l’apertura di un tavolo di confronto dedicato alla crisi del settore.

lucaParrini
Luca Parrini

Il presidente nazionale Luca Parrini richiama l’attenzione su un quadro estremamente critico, sottolineando la necessità di un intervento immediato del Governo con misure straordinarie a sostegno dell’occupazione. “La grande maggioranza delle imprese del distretto orafo di Arezzo e degli altri distretti italiani sta attraversando una fase di grave difficoltà a causa della forte contrazione degli scambi internazionali. Una dinamica aggravata dall’impennata e dalla volatilità delle quotazioni dei metalli preziosi, legate alle tensioni geopolitiche intensificatesi dall’aprile 2025 con l’introduzione dei dazi statunitensi e ulteriormente peggiorate nelle ultime settimane dai conflitti in Iran e Libano”.

Piccoli artigiani in apnea

Azienda Orafa-2
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Intanto, alcuni artigiani confermano la difficoltà del momento. “È una delle situazioni più gravi degli ultimi decenni – racconta Riccardo Giovannini, titolare di un’azienda con 20 dipendenti – siamo in stallo e demoralizzati, ma non per questo rinunciamo a reagire. Dobbiamo sfruttare questo rallentamento per rivedere i processi e farci trovare pronti, anche se non sappiamo quando il mercato potrà riprendersi”. In un contesto in cui la domanda può cambiare rapidamente, la parola d’ordine è non restare immobili: “Ci sono aspetti che nei momenti di picco sarebbero rimasti trascurati: oggi è il momento di aggiornarli”.

Ancora più complessa la situazione per le piccole realtà sotto i dieci dipendenti. Alcune hanno attivato la cassa integrazione già dallo scorso ottobre, a causa delle turbolenze del mercato e delle tensioni internazionali. “Lavoriamo a settimane o addirittura a giornate – spiegano alcuni artigiani – solo lo scorso mese abbiamo utilizzato circa 13 giorni di cassa integrazione“. Per reagire, alcune aziende hanno avviato nuove produzioni in metalli non preziosi come il bronzo o l’ottone, e intensificato il contatto diretto con i clienti: “Non abbiamo ancora riscontri, ma stiamo provando a diversificare”.

Altri imprenditori spiegano che dal 18 marzo le aziende sono state costrette ad attivare la cassa integrazione per l’intera settimana, con un giorno di lavoro a settimana. In alcuni casi si assiste ad una cassa integrazione verticale, con l’80% dei dipendenti coinvolti.

“Oltre al congelamento degli ordinativi da parte dei buyer internazionali, causato dalle oscillazioni dei prezzi dei metalli preziosi – sottolinea il coordinatore della Federazione Orafi, Paolo Frusone – vanno considerati anche gli effetti negativi prodotti dall’aumento del prezzo dell’oro sugli acquisti dei consumatori. Secondo i dati forniti dal World Gold Council, nel corso del 2025 l’aumento delle quotazioni dell’oro, che ha sperimentato una crescita di circa 37 punti percentuali rispetto al 2024, ha determinato una riduzione mondiale dei consumi di oreficeria del -18%. Nonostante il contesto critico, il settore non rinuncia a guardare avanti. Molte imprese hanno confermato la partecipazione a OroArezzo, nella speranza di intercettare nuove opportunità. Anche in un momento così difficile partecipare alla manifestazione rappresenta un investimento e un modo per reagire e provare a ripartire”.

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