Scienza e tecnologia

Hai mai affrontato un boss impossibile? La mia odissea a 11 anni… l’impresa che non scorderò mai!

Prima o poi ci imbattiamo tutti in un boss apparentemente insormontabile, che ci richiede decine di tentativi falliti prima di riuscire finalmente a buttarlo giù. In particolare, a me viene in mente una battaglia che mi ha segnato da giovanissimo, legata allo splendido Onimusha 2 Samurai’s Destiny di Capcom.

In realtà Onimusha 2 non è un Action/Adventure particolarmente ostico e, anzi, si riesce a superare abbastanza in scioltezza accumulando risorse e potenziando adeguatamente l’armamentario. Tuttavia la prima volta che ci giocai nell’autunno del 2002 ero ancora un ragazzino di 11 anni e soprattutto mi stavo avvicinando per la prima volta a giochi Action e dai toni più maturi. In poche parole non ero ancora affatto pratico con titoli simili e di conseguenza ebbi le mie diverse difficoltà con l’opera Capcom.

Nonostante tutto riuscii ad arrivare al boss finale, diviso in realtà in due fasi: il primo scontro è con una versione demoniaca di Nobunaga Oda, mentre la seconda parte ci mette a confronto con una gigantesca statua dorata maligna, con il protagonista Jubei Yagyu che si trasforma in Oni affrontare il titanico avversario. Il problema è che giunsi al gran finale con pochissime medicine curative e come se non bastasse i due scontri si devono affrontare in successione senza possibilità di trovare ed ottenere nuove risorse prima della vera battaglia conclusiva. Inutile poi dire che entrambi i boss sono decisamente aggressivi e resistenti: Nobunaga attacca in successione con attacchi fisici e molteplici poteri magici, mentre la statua d’oro sfrutta pattern d’attacco che si fanno sempre più variegati a furia di subire danni. E in caso di sconfitta all’ultimo bisogna ricominciare da capo entrambe le battaglie ricaricando il salvataggio.

Ecco, per il me undicenne questa doppia sfida fu un calvario a causa delle scarsissime risorse curative a disposizione in quel momento e di fatto mi ritrovai ad affrontarla per decine e decine di volte fallendo miseramente ogni tentativo. Riuscivo magari a superare il primo boss, ma poi arrivavo a quello successivo senza cure o comunque con una o due medicine ancora disponibili, e lì poi erano dolori veri dato che bastava un momento di distrazione per perdere energie vitali preziose. I due scontri del resto erano pure molto lunghi e di conseguenza in quelle condizioni erano un’autentica prova di resistenza e di pazienza.

Tuttavia, arrivato a quel punto, non avevo intenzione di mollare e di ricominciare da capo tutto il gioco, pertanto riprovai incessantemente fino ad imparare praticamente a memoria i pattern di entrambi i boss e capire quindi come contrastarli. Ed alla fine, nonostante le tante difficoltà e le innumerevoli decine di tentativi, sono riuscito a batterli entrambi e godermi così il meritato epilogo di Onimusha 2, un momento che non dimenticherò mai. Sicuramente su PS2 ci sono stati boss realmente difficili rispetto agli scontri finali di Onimusha 2 che in buona parte erano legati alle “skill issues” del me bambino, ma di certo se il titolo Capcom mi è rimasto nel cuore è anche per questo motivo.

Ed ora non resta che attendere Onimusha Way of the Sword disponibile dal 4 settembre 2026, nella speranza che il nuovo capitolo possa regalare le stesse emozioni dei suoi illustri predecessori.


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