Puglia

Guida alle Via Crucis di Bari e della Puglia

Con l’imminente arrivo della Santa Pasqua, le comunità pugliesi si preparano a vivere uno dei momenti più intensi e profondi della Settimana Santa: la Via Crucis. Venerdì 3 aprile, infatti, si svolgerà il rito devozionale che permetterà ai fedeli di ripercorrere spiritualmente gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù attraverso una serie di tappe chiamate ‘stazioni’, con processioni suggestive ricche di peculiarità.

A Bari, come accade ogni anno, il Venerdì Santo sarà caratterizzato da numerose processioni che, svolgendosi nei vari quartieri, attraverseranno molte zone della città: la principale sarà l’antica e storica processione dei Misteri della Vallisa, composta da un lungo itinerario che prenderà il via dalla chiesa San Gaetano (ore 9), a Bari vecchia, e proseguirà tra borgo antico, corso Vittorio Emanuele (ore 20) e alcune zone del quartiere Libertà, sino a rientrare in tarda serata nella chiesa dalla quale è partita. I nove simulacri, detti “chiangiaminue”, attraverseranno la città con circa 180 portatori vestiti di nero, accompagnati da marce funebri e da migliaia di religiosi. Nel quartiere Palese, invece, saranno 20 i gruppi statuari in processione, portati da gruppi proprietari e fedeli: in piazza Magrini avrà luogo il suggestivo incontro dell’Addolorata con Gesù Morto, per poi proseguire nelle varie vie sino a piazza Capitaneo, dove alle 23 avverrà il coinvolgente “rito dell’allineamento” a luci spente dei gruppi statuari e la storica benedizione del legno della santa croce, prima di rientrare nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Il gruppo che aprirà la Via Crucis palesina è quello de “L’ultima cena” raffigurante Gesù e i 12 Apostoli, che apparì per la prima volta nella sfilata del venerdì santo di Palese nel 1958. Nel municipio di Santo Spirito, la processione dei cinque Misteri (Ecce Homo, Gesù Morto, Croce, Addolorata e Legno Santo) partirà dal sagrato della parrocchia dello Spirito Santo. Anche Ceglie del Campo ha un’antica tradizione pasquale che culmina il Venerdì Santo, con riti in piazza Santa Maria del Campo che vanno dall’incontro tra l’Addolorata e Gesù Morto e la processione avviata con la Croce dei Misteri, che si conclude con la benedizione dei circa cinquanta Misteri con il reliquiario a forma di croce, contenente legno santo, da parte del parroco e il rientro dell’Addolorata in chiesa.

Le strade di Noicattaro, come di consueto, saranno attraversate dall’emozionante processione che ogni anno richiama un gran numero di visitatori da tutta la Puglia: caratterizzata dai Crociferi, penitenti incappucciati che trasportano pesanti croci (fino a 40 kg) a piedi scalzi, simboleggiando la Passione, il rito culmina con la ‘naca’, un sarcofago in cartapesta leccese a forma di culla che custodisce il simulacro del Cristo morto, portata dalla folta processione tra luci suggestive e silenzio assordante. Il rito, la cui origine risale al 1600 e ha influenze spagnole, esige l’anonimato dei partecipanti ed è caratterizzato da una grande interpretazione: il Venerdì Santo, i crociferi incatenati e incappucciati compiono un cammino trascinando catene e visitando le chiese del paese, trasportando le statue della passione circondati da mistero e devozione. “Vexilla Regis” è il programma che porterà la via crucis a Mola di Bari, con la processione del sacro legno della croce dalla chiesa Matrice, alla quale segue la processione di Gesù Morto dalla chiesa di Sant’Antonio, per concludersi alle 23 con lo Spasimo di Maria, un momento d’intensa meditazione sul sagrato della chiesa della Purificazione. Anche Bisceglie vivrà “l’incontro” tra Gesù, con la croce sulle spalle, e Maria, l’Addolorata, prima della crocifissione, così come Molfetta e la sua storica processione dei Cinque Misteri (ore 3.30 del Venerdì Santo), caratterizzata da statue che rappresentano la passione di Cristo, e che si concluder il giorno dopo con la processione della Pietà.

Nella Bat, Barletta e Trani rappresenteranno rispettivamente la processione eucaristico-penitenziale e la tradizionale processione dell’Addolorata. Da quasi mezzo secolo, invece, Alberobello è caratterizzata da qualcosa che raccoglie grande partecipazione di fedeli: un rito annuale che rinnova emozioni, memoria e fede, tra pietre secolari e paesaggi senza tempo, che si trasformano in un luogo in cui storia e spiritualità si intrecciano. Più di cento figuranti e volontari che rappresentano i personaggi tradizionali della passione vivente come il Cireneo, la Veronica, il ladrone pentito, apostoli, soldati romani e del tempio, centurioni, Pilato e sinedriti che cospirano contro Gesù. Il tema della 49esima edizione 2026 alberobellese è “Quanto è lunga la notte”, e si svolgerà in piazzale Biagio Miraglia, con ingresso a offerta libera. Modugno si prepara a rinnovare un momento che da generazioni attraversa il cuore della città: la processione dei Misteri, segno di fede, memoria e partecipazione collettiva, con inizio alle ore 15 con la Passio Domini, momento di raccoglimento e preghiera che introduce al mistero della Passione di Cristo. In serata (ore 19, partenza da via Piave), invece, la tradizionale processione dei Misteri: i membri delle confraternite porteranno a spalla le statue raffiguranti la Passione per le vie cittadine, una tradizione devozionale secolare che coinvolge tutta la comunità.

A Monopoli, le statue della passione di Gesù, che saranno condotte dalle spalle dei raffiguranti, hanno più di 200 anni e raffigurano Gesù nell’orto, Gesù alla colonna, Gesù con la croce, Gesù crocifisso e Gesù deposto, a cui seguono il figlio e la Madonna Addolorata, che usciranno dalla chiesa della Madonna del Suffragio. A Giovinazzo, invece, il Venerdì Santo sarà caratterizzato dal raduno e l’allineamento finale dei simulacri per la benedizione finale con il legno santo, tra manifestazioni della pietà popolare, il cui culmine è rappresentato dalla processione dei Misteri per le vie della città, passando dal mare, mentre a Terlizzi undici gruppi statuari accompagneranno la processione (partenza ore 20, dalla Concattedrale) tra opere del XVII secolo, quelle dei cartapestai leccesi e la rappresentazione della Sindone: il momento finale si svolgerà in notturna nella piazza principale terlizzese dove l’unica luce sarà una grande croce luminosa. La città di Taranto è pronta per la suggestiva processione dei Misteri (ore 17, dalla chiesa del Carmine), che quest’anno passerà solo tra le vie del borgo: il rito, con più di 250 anni di storia, sarà caratterizzato dalle antiche statue, dai “perdoni”, i confratelli scalzi, incappucciati e con in mano un bastone bianco che procedono con un dondolio continuo detto “nazzecata”, e dalla celebre troccola, lo strumento usato al posto delle campane perché la tradizione vuole che dal Giovedì santo le campane facciano silenzio. Il suono della troccola richiama i fedeli e scandire il ritmo della processione, e il confratello che la porta è chiamato troccolante, una figura solenne, incappucciata e con un vestito bianco, che apre la processione e guida il corteo sino al mattino successivo, quando presso la chiesa del Carmine batte tre volte il bastone sulla porta d’ingresso per far rientrare le statue, alla presenza di migliaia di fedeli.

“De l’Urnia” è la processione dei Misteri di Gallipoli, dalla chiesa del Santissimo Crocifisso, caratterizzata da confratelli che indossano un particolare saio rosso, una mozzetta celeste e un cappuccio rosso che nasconde il volto, come forma di rispetto e penitenza, con fedeli che talvolta partecipano scalzi per penitenza. Grande attesa dai gallipolini, ogni anno, per l’allestimento dell’Urnia, la tomba di Gesù morto. Dopo il tramonto, andando avanti per tutta la notte, ha inizio il rito per le stradine del borgo antico, con il passaggio di tutto il corteo all’interno della Cattedrale per rendere omaggio all’altare maggiore.




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