grazie all’équipe di Chirurgia Generale”

Riceviamo e pubblichiamo di seguito una lettera di ringraziamento, rivolta allo staff del reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, da parte del lettore Giuseppe Florio.
Il Pronto Soccorso del Perrino è affollato? Sì, certamente. Il Pronto Soccorso del Perrino è disfunzionale? Andiamoci piano con le diagnosi, non foss’altro per la professionalità e la premura di medici e infermieri, dimostrate anche nel mezzo della pressione. E consideriamo quanto la mole delle cronicità pesi sul sistema ospedaliero, invero destinato ad affrontare le acuzie.
Il Perrino è un casermone, un labirinto, un ginepraio? Probabilmente. I bagni per il pubblico a metà mattina sono già insozzati? Sì, ma forse dovremmo interrogarci sull’urbanità degli utenti.
La sanità del Perrino lascia a desiderare? Qui ha senso sceverare le pulsioni dai ragionamenti e il singolo caso dalle casistiche e dirci che siamo ancora fortunati a poter contare su un servizio fondamentale che, a dispetto dei tagli ai trasferimenti, delle scelte politiche, degli errori di programmazione, tutto sommato funziona e che per i principi costituzionali su cui è fondato – universalità, eguaglianza ed equità – il mondo ci invidia.
Casa è dove c’è una famiglia, così come c’è salute dove si può contare su bravi professionisti sanitari. Il reparto di Chirurgia Generale del nosocomio brindisino è certamente un luogo in cui la salute è assicurata. Mio padre, ultraottantenne con importanti comorbidità, passato tranquillamente dal Pronto Soccorso per una brutta ernia inguinale, è stato preso in carico dal primario Giuseppe Manca e dalla sua équipe (un pensiero grato tra tutti al medico Giangabriele Calò) e sottoposto ad intervento chirurgico. Poche smancerie, com’è proprio forse dei chirurghi, molta concretezza e un blitzkrieg, un’operazione lampo, risolto con scrupolo estremo, tanto da ritrovare mio padre al risveglio più florido di prima. Ventiquattr’ore di degenza in cui ho potuto assistere mio padre ma anche assistere ad un meccanismo fluido e virtuoso: la governance di Manca, chirurgo dall’encomiabile curriculum, ingrana a meraviglia, medici e infermieri lavorano con passione e precisione, gli operatori sociosanitari coadiuvano con la giusta dose di umanità. Ho ritrovato in soldoni le 3 C, coordinate che Giuseppe Milanese, mio mentore e presidente di Confcooperative Sanità, ritiene indispensabili per i professionisti sanitari: conoscenze, competenze, cuore.
A Giuseppe Manca e alla sua intera squadra, la mia gratitudine di cittadino di questa provincia.
Giuseppe Florio
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