Società

Governo convoca cinque assessori regionali: ipotesi commissariamento su dimensionamento scolastico. Sinistra Italiana denuncia scelta politica contro regioni centrosinistra

Giuseppe Buondonno, responsabile scuola di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra, ha denunciato la convocazione da parte del governo Meloni degli assessori all’istruzione di cinque regioni amministrate dal centrosinistra.

La notizia riguarda CampaniaEmilia-RomagnaSardegnaToscana e Umbria, tutte contrarie agli accorpamenti di istituti scolastici previsti dal piano nazionale. L’esponente politico ha parlato di possibile commissariamento delle autonomie locali nella gestione delle politiche scolastiche, definendo l’ipotesi “ingiusta e inaccettabile”.

La questione del dimensionamento scolastico e i criteri del PNRR

Il piano di dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2026/2027 prevede la riduzione del numero di autonomie scolastiche da 8.089 a 7.309 su scala nazionale. La legge di bilancio per il 2023 ha stabilito che non possono esistere autonomie scolastiche con meno di 900 studenti, salvo condizioni particolari legate ad aree montane o insulari. Le Regioni hanno ricevuto il compito di decidere come e dove effettuare i tagli sulla base di criteri nazionali, con scadenza fissata al 31 dicembre. Almeno quattro regioni di centrosinistra non si sono adeguate o hanno deliberato riduzioni inferiori rispetto alle richieste ministeriali. Il ministro Valditara ha dato loro un ultimatum di 10 giorni, minacciando la perdita di alcune facilitazioni e la possibile nomina di un commissario.

Il ricorso dell’Umbria e le accuse di disparità di trattamento

La Regione Umbria ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto ministeriale che definisce il numero di autonomie scolastiche per il 2026-2027. L’assessore regionale all’istruzione Fabio Barcaioli ha spiegato che l’Umbria risulta “unica Regione d’Italia a non beneficiare di un incremento del numero di dirigenze scolastiche”. La Regione conta oltre 101.000 studenti e un territorio prevalentemente montano, dove la scuola rappresenta spesso l’unico presidio pubblico.

Il piano formativo regionale ha già attuato sette accorpamenti scolastici su nove richiesti dal Ministero. Buondonno ha dichiarato che gli assessori convocati “si oppongono alle scelte di accorpamento di istituti scolastici, che danneggiano le scuole e i territori” e ha aggiunto che tali scelte “sono state ripartite in modo palesemente diseguale: salvando, cioè, le regioni governate dalla destra e scaricando i sacrifici sulle altre”.

L’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso solidarietà ai cinque assessori e ha annunciato opposizione “in ogni sede e con ogni mezzo giuridico e politico” nel caso di procedimenti di commissariamento.


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