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Gli Usa lanciano il drone V-BAT: cosa è in grado di fare e cosa c’entra la USS Portland

Nei giorni scorsi i Marines statunitensi della 11th Marine Expeditionary Unit hanno lanciato un velivolo senza pilota V-BAT dalla USS Portland, unità della Marina impegnata nelle operazioni dell’Amphibious Ready Group guidato dalla USS Boxer. L’attività si è svolta in una delle aree marittime più contese del pianeta, nel Mar Cinese Meridionale, dove Washington e Pechino si confrontano da anni sul tema della libertà di navigazione e delle rivendicazioni territoriali cinesi. Ma cosa c’è dietro la mossa degli Usa?

Il drone Usa nelle acque contese

Come ha spiegato Defence Blog, il test ha mostrato l’evoluzione delle capacità di raccolta informazioni delle forze americane, sempre più orientate verso sistemi autonomi capaci di operare lontano dalle basi tradizionali. Il protagonista dell’operazione, come detto, è stato il V-BAT MQ-35A sviluppato dall’azienda statunitense Shield AI.

Il drone pesa circa 56 chilogrammi, può restare in volo per oltre dieci ore e necessita di uno spazio estremamente ridotto per il decollo e l’atterraggio verticale. La caratteristica più importante è però la sua flessibilità operativa: non richiede piste, catapulte o infrastrutture dedicate e può essere impiegato direttamente dal ponte di una nave. Grazie a sensori elettro-ottici e infrarossi, il velivolo è in grado di monitorare ampie porzioni di mare e trasmettere informazioni in tempo reale ai comandanti imbarcati.

Il sistema utilizza inoltre software di autonomia avanzata che consentono di continuare la missione anche in presenza di disturbi elettronici o di interferenze ai segnali satellitari. Per le forze armate statunitensi si tratta di una capacità sempre più importante in uno scenario dove la guerra elettronica è considerata un elemento centrale di qualsiasi eventuale confronto militare.

Cosa succede nel Mar Cinese

L’impiego del V-BAT assume un significato particolare proprio nel Mar Cinese Meridionale. L’area è attraversata da rotte commerciali strategiche e ospita numerose isole e scogli contesi, molti dei quali sono stati trasformati dalla Cina in avamposti militari.

Ecco, in questo contesto, la possibilità di estendere il raggio di osservazione di una nave oltre l’orizzonte rappresenta un vantaggio tattico significativo. I Marines della 11th MEU, una forza di circa 2.200 uomini schierata nell’Indo-Pacifico dal marzo 2026, possono così ottenere una sorveglianza persistente senza impiegare elicotteri o altri velivoli con equipaggio.

Gli Stati Uniti intendono inoltre mantenere una presenza costante nelle acque contese e

dimostrare di poter operare efficacemente senza fare affidamento su basi terrestri vicine. E in un quadrante dove la rapidità di reazione è decisiva un drone come il V-BAT diventa uno strumento prezioso. Anzi: preziosissimo.


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