«Gli oncologi italiani hanno scelto me». Le elezioni (vinte col 60% dei voti) incoronano la primaria di Torrette

Rossana Berardi, direttore della Clinica oncologica dell’Aou delle Marche, è la nuova presidente eletta della Aiom (l’associazione italiana di oncologia medica): ha battuto la sua rivale Lucia Del Mastro (ordinaria a Genova) con quasi 350 voti di vantaggio, un vero plebiscito considerando che le elezioni Aiom storicamente si erano sempre risolte con margini di poche decine di voti.
Che cosa rappresenta questo risultato?
«È il risultato di un’elezione nell’ambito della società scientifica Aiom al termine di una campagna elettorale durata 15 mesi. E che, da parte mia, è stata condotta a livello territoriale, coinvolgendo realmente tutti gli oncologi di Italia: una comunità di circa 3000 professionisti».
Un’elezione inattesa?
«Non proprio, perché in questo lungo percorso ho sentito tanto calore e molta fiducia da parte delle persone che avevo contattato. Ma è pur sempre un’elezione su una moltitudine di persone in diversi contesti geografici e fino all’ultimo non avevo contezza del risultato. Poi, durante lo spoglio in assemblea, abbiamo scoperto l’esito: su 1826 votanti ho ricevuto 1039 preferenze, Un vero trionfo».
Le sue linee programmatiche?
«Il mio programma prevede un sostanziale impegno a sostegno dei professionisti: è un momento in cui l’oncologia italiana è una delle migliori al mondo, ma viviamo la difficoltà di riuscire ad avere personale sia numericamente che in condizioni di lavoro ottimali. Mi impegnerò affinché ci sia il benessere dei lavoratori a sostegno del personale sanitario. Altri punti cardine: la sburocratizzazione del lavoro e il superamento dei gap di genere. La leadership femminile non divide, ma moltiplica. Io sono la seconda donna presidente eletta in 52 anni».
Lei si batte da tempo per la costituzione della rete oncologica marchigiana.
«Dobbiamo dare seguito a quanto era stato valutato e definito già diversi mesi fa dal coordinamento degli enti della regione e quindi istituzionalizzare la rete oncologica e procedere con la nomina formale del coordinamento. Questa è la richiesta che avanziamo al nuovo assessore regionale alla Sanità Calcinaro: è importante che anche le Marche – e quindi anche l’assessore – diano seguito a quanto già stabilito».
È stata sua anche l’intuizione del Corm (Centro oncologico e di ricerca delle Marche).
«Rappresenta la base della rete oncologica, ha una funzione di collegamento con le strutture territoriali. In questo momento è fortemente efficace in particolare per Il molecular tumor board che offre la possibilità di effettuare una profilazione genetica molecolare nei pazienti oncologici».
Liste d’attesa: quali misure attuare per risolvere il problema?
«Primo: recupero del tempo medico. Più della metà della visita se ne va per attività burocratiche, demandabili a figure alternative. Tempo che, invece, potrebbe essere dedicato a visite ambulatoriali. E poi: appropriatezza prescrittiva. La digitalizzazione aiuta a prescrivere esami più appropriati».




