Marche

Gli esorcisti contro il Reiki in ospedale per i malati oncologici. E la direzione dell’Ast Pesaro sospende le sedute nella Stanza del benessere


PESARO La “Stanza del benessere” a Oncologia resta, ma il Reiki viene sospeso dalla direzione generale dell’Ast 1. Il tutto dopo che ieri, a sorpresa, è scoppiato il caso in seguito all’attacco frontale degli esorcisti, attraverso l’Aie, l’associazione internazionale fondata nel 1994 da padre Amorth, contro la presenza della pratica olistica a Muraglia nel reparto di Oncologia dell’ospedale. «Il Reiki – hanno detto gli esorcisti – altro non è che una tecnica di channeling (o spiritismo) e ricorre alla presunta guarigione per mezzo di tecniche per le quali verrebbe trasmessa l’energia dal Reiki Channelizer (colui che canalizza l’energia Reiki) al Receiver (colui che riceve il trattamento). Chi pratica il Reiki cade perciò nel peccato di superstizione – avvertono – e si espone all’azione straordinaria del maligno. Pertanto, i cattolici si astengano assolutamente da questa e simili tecniche». 

Presa di distanza

E l’Ast di Pesaro Urbino ha preso le distanze: «Il Reiki non rientra in alcun modo tra le prestazioni sanitarie offerte – scrive la direzione sanitaria -, né è oggetto di alcuna forma di promozione o sostegno da parte dell’Ast. La presenza di tale pratica è riconducibile esclusivamente alla disponibilità che la Direzione dell’Oncologia ha voluto offrire, in uno spirito di accoglienza e supporto psicologico, alle associazioni di volontariato che operano a titolo gratuito a favore dei pazienti».

La precisazione

La precisazione arriva appunto dopo che la polemica ha riportato sotto i riflettori il progetto avviato dall’associazione Noi come Prima con l’Oncologia dei presidi di Pesaro a Fano. La contestazione degli esorcisti, religiosa più che sanitaria, ha avuto effetto sul piano istituzionale con l’Azienda che ha scelto di fissare il confine tra volontariato e percorso clinico.Il tema è il rapporto tra umanizzazione dell’assistenza e pratiche complementari. La “Stanza del benessere” era stata presentata come spazio dedicato al comfort dei pazienti oncologici, con incontri individuali, liberi e gratuiti, pensati per accompagnare persone che affrontano ansia, paura, tensioni fisiche e fragilità emotiva. Accanto al Reiki erano state inserite anche riflessologia plantare e campane tibetane. Ora l’Ast ha deciso di intervenire: «Al fine di evitare ogni possibile confusione tra le attività di volontariato e l’offerta sanitaria istituzionale – conclude la nota – la Direzione ha già dato formale mandato di sospendere la pratica del Reiki all’interno della Stanza del benessere». Una scelta prudenziale, che non cancella il progetto ma chiarisce che in un reparto ospedaliero pubblico le attività non sanitarie devono avere una cornice distinta dall’offerta clinica dell’azienda. A difendere il senso dell’esperienza è Stefania Campanelli, naturopata e Master Reiki: «Gli operatori non formulano diagnosi, non prescrivono terapie, non chiedono di sospendere cure mediche e non attribuiscono alla pratica poteri di guarigione – chiarisce -. Il loro ruolo è limitato all’accompagnamento della persona in un momento di particolare fragilità».

Il volontariato

Noi come Prima, associazione composta da donne che hanno vissuto direttamente la malattia oncologica, precisa di operare in Oncologia attraverso un contratto di collaborazione di volontariato già attivo con l’ospedale. Gli operatori coinvolti sono volontari coperti da assicurazione e propongono attività di accompagnamento alle cure convenzionali solo su libera scelta del paziente. Resta però il punto richiamato dall’Ast: dentro un ente pubblico anche il volontariato deve muoversi entro confini chiari rispetto all’offerta sanitaria.




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