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Giorno della Memoria, Valditara lancia l’allarme: “Antisemitismo in crescita in Europa, la scuola deve fare i conti con il presente. La memoria rischia di diventare un rito vuoto”

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto il 27 gennaio alla cerimonia del Giorno della Memoria al Palazzo del Quirinale.

La celebrazione ha segnato l’81esimo anniversario della liberazione del campo di Auschwitz avvenuta nel 1945. Il Ministro ha sottolineato il rischio che la giornata della memoria si riduca a una ritualità priva di sostanza.

La memoria eccede la sua pur imprescindibile simbologia. La memoria mai, come in questo caso, deve essere anche sostanza e immanente concretezza”, ha dichiarato Valditara. Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato “La memoria delle fonti e dei documenti tra cultura, storia e vita”. Il Ministro ha richiamato l’importanza della documentazione citando il generale Edward Eisenhower al campo di Ordruf.

“Che si abbia il massimo della documentazione possibile, registrazioni filmate fotografie testimonianze perché arriverà un giorno in cui qualcuno si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”, ha ricordato Valditara. La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e di rappresentanti delle scuole.

Gli studenti come interpreti della memoria e dell’esperienza vissuta

Il Ministro ha assegnato alle nuove generazioni il ruolo centrale nella trasmissione della memoria. “Sono fermamente convinto che gli interpreti migliori siano le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Sono loro che possono rinnovare quella capacità di trasformare la documentazione sempre ancora in esperienza vissuta e condivisa”, ha affermato Valditara. La cerimonia ha incluso la premiazione della XXIV edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Il concorso è rivolto agli alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado. Il Ministro ha riferito del viaggio annuale compiuto pochi giorni prima con un gruppo di studenti al campo di Auschwitz. “Ogni volta che metti piede in quell’inferno realizzato, organizzato, scientifico che è stato Auschwitz” si trasforma in un ricordo indelebile, ha spiegato.

La responsabilità storica della scuola italiana emerge dalla targa esposta al Ministero in memoria degli studenti espulsi in quanto ebrei durante le leggi razziali fasciste. Il percorso didattico promosso dal dicastero sviluppa progetti e iniziative finalizzate all’approfondimento sulla Shoah con l’intento di contrastare ogni forma di discriminazione e intolleranza.

L’allarme sul ritorno dell’antisemitismo in Europa e nelle scuole

Valditara ha lanciato un monito sul riemergere dell’antisemitismo nel continente europeo. “Se non dobbiamo mai dimenticare quanto è successo, se dobbiamo sempre rinnovare la condanna dell’aberrazione dei campi di sterminio, delle leggi razziali naziste e fasciste, non possiamo nemmeno trascurare l’escalation di un antisemitismo sempre più palese anche e soprattutto nel continente europeo”, ha dichiarato il Ministro.

Il responsabile del dicastero ha evidenziato alcune manifestazioni contemporanee di antisemitismo. “Lo si rintraccia quando si confondono le azioni di un governo con le responsabilità di un intero popolo, quando si attribuiscono al popolo ebraico stereotipi che richiamano esplicitamente quelli della propaganda nazista”, ha affermato Valditara. Il Ministro ha ribadito la necessità di aggiornare costantemente la memoria per dare corpo alla convivenza civile e democratica.

La cerimonia si colloca in un contesto di crescente attenzione del Ministero verso episodi di antisemitismo nelle scuole italiane. “Abbiamo imparato tanto in questi 80 anni, non facciamo che sia stato tutto inutile”, ha concluso il Ministro richiamando l’impegno delle istituzioni scolastiche. La memoria deve saper fare i conti con la realtà del presente trasformandosi da astratta dichiarazione di principio in concretezza quotidiana.


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