Gina uccisa dal marito, la commovente lettera del figlio. «Mamma mi manchi, proteggimi da lassù»
LORETO «Ti prometto che farò sempre il bravo, che farò tutti gli sport che volevi tu. E che sarò sempre vicino a nonna. Ma tu, cara mamma, promettimi che sarai sempre un passo dietro di me, che mi proteggerai e che mi amerai anche da lassù». Sono le toccanti parole di Youssef, il figlio di 7 anni di Luigia Fortunato, la 33enne uccisa con 50 coltellate dal marito Sami Khemaies. Ieri Loreto si è fermata per dire addio alla giovane mamma. Una tragedia che ha scosso non solo la città mariana, ma anche quella originaria della donna, Cerignola. Il funerale si è svolto nella Santa Casa, nella cappella centrale.

Una cerimonia silenziosa, composta, dominata dal dolore.
Piene le navate della chiesa, al centro la bara grigia, coperta di rose e con la foto di Gina (come la chiamavano tutti) in primo piano. Ai lati delle navate due maxischermi per permettere a tutti di seguire al meglio la cerimonia. In prima fila la madre di Luigia e il fratello con la moglie, in mezzo a loro il piccolo Youssef.
«Con la morte di Luigia – ha detto il vescovo Fabio Dal Cin durante l’omelia – è calato il buio su tutta la città. Ci fa piangere il cuore pensare a questa mamma che ha trovato la morte proprio in casa sua». Poi il monito ai presenti.
«Però – ha aggiunto il vescovo – siamo qui per dire con la nostra presenza che tragedie come quelle di Luigia non devono ripetersi mai più. Dobbiamo imparare a custodirci amici, a non girarci dall’altra parte quando c’è una sofferenza». Infine una parola per il marito di Gina, che è in carcere con l’accusa di omicidio volontario. «Mentre la giustizia umana deve fare il suo corso, noi preghiamo anche per l’uomo che ha compiuto questo gesto così crudele. Che il signore scuota la coscienza e gli doni il rimorso affinché trovi la via del pentimento».
Fuori, ad attendere la bara, uno striscione con la scritta “Il tuo sorriso e la tua simpatia rimarranno sempre nei nostri cuori, ciao Gì”. E amici, parenti e conoscenti con i palloncini. È stato un applauso fragoroso ad accogliere l’uscita del feretro, prima dell’atto finale.
Il messaggio
La lettera del piccolo Youssef: «So che hai passato un periodo difficile, non per tua scelta, ma nonostante questo, non mi è mai mancato il sorriso dentro casa, perché c’era sempre il sole – ha detto il bambino accompagnato dalla zia -. E il sole eri tu. Ora che non ci sei più fisicamente vicino a me, mi sento molto triste, arrabbiato». Infine i ricordi: «Mi ricordo quando andavano andavamo insieme nei musei o al bar, o quando mi rimproveravi perché ero troppo lento e facevamo tardi. Mi mancherà tutto questo, ti voglio bene mamma».




