Gianni Versace, preziosa riserva d’immaginario. Nuova installazione al Museo di Reggio

La mostra «Gianni Versace Terra Mater. Magna Grecia Roots Tribute», curata da Sabina Alfano e Fabrizio Sudano nel Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, ha arricchito il suo percorso con l’installazione espositiva «Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace».
Realizzata dal Dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea (rettore Giuseppe Zimbalatti), è il risultato di un lavoro interdisciplinare sviluppato dagli studenti di quei corsi. Lo scopo è quello di presentare una reinterpretazione dell’immaginario mediterraneo dello stilista, in modo da essere integrato con gli spazi museali.
L’installazione, aperta fino al 3 maggio, si compone di due momenti. Una serie di totem figurati è disposta nella corte interna di piazza Orsi «secondo una scomposizione geometrica ispirata alla “greca”, ricorrente nelle creazioni di Versace», mentre un videomapping proiettato sulla facciata principale del Museo vuol trasformare l’edificio in un elemento attivo di narrazione visiva urbana. Il progetto degli studenti dell’Università Mediterranea mira a offrire una percezione contemporanea delle comuni radici mediterranee, valorizzando le straordinarie risorse culturali e storiche del territorio di Reggio Calabria e dello Stretto di Messina.
Come è stato spiegato, il Museo funge da piattaforma privilegiata per la sperimentazione progettuale, dove il confronto tra passato e presente diventa strumento educativo e creativo per le nuove generazioni di architetti e designer. «L’installazione – è stato chiarito – si integra con le collezioni permanenti, compresi i Bronzi di Riace, e con la stessa architettura del Museo, creando relazioni visive e dialoghi progettuali attivi. La combinazione di elementi fisici, geometrie e proiezioni digitali permette ai visitatori di percepire l’immaginario creativo di Gianni Versace attraverso un’esperienza immersiva che unisce design, architettura e storia». Iniziativa che conferma l’apertura del Museo alla sperimentazione e al dialogo tra discipline, come è stato sottolineato dal direttore Sudano.
Se Reggio continua a ricordare il “figlio” Versace, in questo 2026 il cui avrebbe compiuto 80 anni (se non fosse stato ucciso nel 1997 a Miami), lo stilista sarà celebrato in varie parti del mondo. Un esempio viene da Parigi, dove un’esposizione ha l’ambizione di presentare tutto il suo universo: gli inizi nell’atelier di famiglia in Calabria, l’iconografia della religione cattolica, l’influenza della scultura greca e dell’opera lirica italiana, il fascino verso il Barocco e le sue stampe sontuose. Così, infatti, viene presentata la mostra «Gianni Versace Retrospective», in programma nel Musée Maillol di Parigi da 5 giugno e che sarà aperta per tutta l’estate. Logica continuazione delle esposizioni di Londra, Berlino e Malaga, è prodotta da Dreamrealizer e non è collegata con la famiglia e con la società Versace.
In mostra ci saranno 450 pezzi, tutti di particolare interesse: creazioni e silhouette originali, accessori, schizzi, oggetti decorativi, fotografie, video e rare interviste, con l’intenzione di offrire una panoramica completa dello stilista e del suo modo di lavorare. La scenografia, esasperatamente pop, immaginata da Nathalie Crinière, vuole fare da sfondo dialogante con l’immaginazione creativa di Versace, in relazione con i mondi di Botticelli, Canova e Picasso e anche con quello della Pop Art, incarnata dalle opere di Andy Warhol. Una sezione sarà dedicata ai grandi fotografi di moda che hanno saputo rendere visibile a tutti l’estetica di Versace: Avedon, Newton e altri tra i più grandi. Non mancherà uno spazio dedicato alle modelle-icone come Carla Bruni, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer e si metteranno in evidenza i legami di Versace con i nomi più famosi dell’immaginario popolare: dalla principessa Diana a Elton John, George Michael, Grace Jones, Prince ed Elizabeth Hurley.
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