Giallo di Pietracatella, si allarga il cerchio: in Questura gli amici della famiglia Di Vita | isNews
Aumenta il numero delle testimonianze raccolte nell’ambito dell’indagine sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Entro fine mese i risultati delle perizie
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, ripresi questa mattina in Questura gli interrogatori, svolti dalla Squadra mobile di Campobasso per far luce sulla morte di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, madre e figlia avvelenate dalla ricina.
Si allarga il cerchio, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Dopo i parenti sono stati convocati, come persone informate dei fatti, anche gli amici della famiglia Di Vita, molti dei quali sono stati invitati oggi negli uffici di via Tiberio.
In settimana dovrebbe essere risentita Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, la donna che ha ospitato l’ex sindaco e la figlia maggiore Alice, prima che i due lasciassero il paese, per consentire alla ragazza di prepararsi a svolgere gli esami di maturità senza troppa pressione mediatica addosso. Ancora da fissare, invece, il nuovo sopralluogo nell’abitazione di Pietracatella, sotto sequestro da oltre cinque mesi.
Tempi dell’inchiesta dettati anche dalle perizie in corso. Entro fine giugno gli esperti informatici dovranno consegnare i dati contenuti sul cellulare di Alice, entro fine luglio quelli presenti su tutti gli altri dispositivi, telefoni, tablet, computer e router sequestrati invece in casa.
Attesa anche per l’esito delle autopsie, con i risultati che arriveranno anche questi a fine giugno. Ad affiancare il medico legale Benedetta Pia De Luca e il dottor Giovanni Battista Laterza, ci sono ora anche il chimico forense Daniele Merli e il professor Carlo Locatelli, direttore dell’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia che ha scoperto la ricina nel sangue di Sara e Antonella, dando il via libera alle indagini sull’avvelenamento delle due donne.
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