Giallo di Pietracatella, Gianni Di Vita al suo avvocato: “Ho la coscienza a posto” | isNews
A rivelarlo è l’avvocato Arturo Messere, legale del marito e padre e delle due donne morte per sospetto avvelenamento da ricina. Oggi ancora amici e parenti in Questura, dopo l’interrogatorio fiume di ieri
CAMPOBASSO. Madre e figlia morte per sospetto avvelenamento da ricina, il padre e marito delle due donne di Pietracatella, Gianni Di Vita, si dice sereno.
“Aspettiamo che l’autorità giudiziaria ci faccia una comunicazione ufficiale, posso solo dire che l’ultima volta che ho parlato con Di Vita lui era molto addolorato per la tragedia avvenuta, ma allo stesso tempo sereno e tranquillo. Mi ha solo detto di essere a posto con la sua coscienza”. Queste le parole, rivelate dall’Ansa e pronunciate dell’avvocato Arturo Messere, legale di Gianni Di Vita, in merito all’inchiesta della Procura di Larino per duplice omicidio premeditato, in merito alla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute il 27 e il 28 dicembre all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso,
Parole che si riferiscono ad alcuni giorni prima del lungo interrogatorio in Questura a cui Gianni Di Vita e sua figlia Alice, 18 anni, sono stati sottoposti ieri in Questura, iniziato alle 10 e finito solo dopo le 20. A sentirli, come persone informate dei fatti, il capo della Squadra mobile Marco Graziano e la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che coordina il fascicolo di indagine. A seguire, dalle 20 alle 23, è stata sentita una cugina di Di Vita.
Poco trapela sul contenuto dei colloqui svolti. Da ambienti investigativi si apprende solo che i tre potrebbero anche essere sentiti nuovamente nelle prossime ore e che il fascicolo resta contro ignoti e dunque, al momento, senza indagati, mentre è attesa per la prossima settimana la relazione finale degli accertamenti svolti dall’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, diretto da Carlo Locatelli, che ha anticipato agli inquirenti per le vie brevi gli esiti degli esami. Dai quali, come è noto, è emersa la presenza di tracce di ricina nel sangue delle due vittime e in un capello di Antonella Di Ielsi. Risultati che saranno incrociati con gli esiti della autopsie svolte dal medico legale Benedetta Pia De Luca, che arriveranno entro fine aprile.
Oggi intanto nuova giornata di interrogatori in Questura, con gli investigatori che continuano parenti e amici di Sara e Antonella.
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