Friuli Venezia Giulia

Gasolio alle stelle, autotrasporto sotto pressione

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Nonostante gli interventi del Governo, il caro carburante continua a incidere sui costi lungo tutta la filiera, dalle materie prime fino ai prodotti che arrivano sugli scaffali. Tra i primi settori a risentirne è quello dell’autotrasporto, dove il gasolio rappresenta una delle principali voci di spesa.

Nelle ultime settimane, dall’inizio delle tensioni geopolitiche internazionali in Medio Oriente, il prezzo del carburante ha registrato una forte impennata. Per un camion, il costo di un pieno è passato in pochi giorni da circa 550 a 700 euro.

Rialzi che mettono in difficoltà anche realtà strutturate come il Gruppo Chiarcosso, che conta 130 mezzi pesanti. “Il carburante arriva a incidere fino al 30% sui costi complessivi del settore – spiega il titolare –. Se a febbraio mandare un autocarro da Udine a Milano costava circa 1.000 euro, oggi siamo attorno ai 1.100 euro, con un aumento del 10%”.

Un incremento più contenuto rispetto al rincaro del gasolio, ma comunque significativo, considerando che il carburante è solo una parte dei costi totali del trasporto.

Secondo l’azienda, l’intervento del Governo sulle accise ha contribuito solo in parte a contenere gli aumenti. “Il taglio è arrivato con circa 15 giorni di ritardo – sottolinea Chiarcosso –. Un periodo in cui abbiamo registrato un aggravio di circa 30 mila euro rispetto al mese precedente. Senza contare che si tratta di una misura temporanea”.

Il rischio, sottolinea Chiarcosso, è che i rincari si trasferiscano progressivamente su tutta la catena dei prezzi, con effetti diretti anche sui consumatori finali.


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