Emilia Romagna

Fumarola e Orsini a confronto al Tecnopolo di Modena


Oltre 460 persone, tra la sala eventi e gli spazi esterni del Tecnopolo di Modena, per “Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, il confronto promosso dalla Cisl Emilia Centrale tra la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Un appuntamento che ha messo al centro la possibilità di costruire un nuovo patto tra lavoro e impresa, partendo dalle proposte del Libro Verde della Cisl e dalle grandi sfide economiche e sociali del Paese.

“Il futuro dell’Italia non si costruirà chiedendo al lavoro di vincere sull’impresa, o all’impresa di vincere sul lavoro. Si costruirà quando entrambi avranno la forza di vincere le sfide che abbiamo davanti”. Con queste parole Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, ha introdotto il confronto, moderato da Davide Berti, direttore delle Gazzette di Modena e Reggio e de La Nuova Ferrara. “Dobbiamo tornare a progettare, tenendo insieme crescita e coesione sociale, produttività e salari, innovazione e qualità del lavoro, welfare e partecipazione”.

VIDEO | Lavoro e impresa. Cisl e Confindustria: “Il futuro si costruisce insieme”

“Il filo conduttore che tiene insieme tutte le proposte del nostro Libro Verde è la partecipazione”, ha affermato Fumarola. “Nelle aziende in cui è stata praticata ha funzionato, permettendo a lavoratori e imprese di gestire insieme le crisi prima che diventassero irreversibili”. Da qui la richiesta di dotare la legge sulla partecipazione di un fondo strutturale e di rafforzare la responsabilità condivisa delle parti sociali.

Il banco di prova più immediato è l’accordo con le associazioni datoriali. Fumarola auspica una firma rapida, ma chiede risposte concrete su rappresentanza, contrattazione, salute e sicurezza, formazione come diritto universale ed esigibile e partecipazione effettiva. “Dobbiamo dare massimo respiro alla contrattazione decentrata ed estenderla dove ancora non c’è. Tre morti al giorno sul lavoro sono un’emergenza non più tollerabile”. Un’intesa su queste basi, ha sottolineato, consentirebbe alle parti sociali di contribuire autonomamente al futuro del Paese.

Una prospettiva sulla quale Orsini ha indicato una scadenza precisa: “L’accordo deve essere fatto. Mi auguro di chiuderlo alla fine del mese o nei primi giorni di novembre. È una cosa molto seria”. Un passaggio che conferma la volontà di avanzare nel confronto tra le organizzazioni.

Il dialogo ha toccato anche salari e potere d’acquisto. In vista della manovra Fumarola ha chiesto un incontro preventivo con il Governo e interventi fiscali a sostegno dei redditi: estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro, indicizzazione di scaglioni e detrazioni all’inflazione contro il fiscal drag, detassazione delle tredicesime e rafforzamento dell’aliquota all’1% sui premi di risultato e sugli utili negoziati. “Con oltre 100 miliardi ancora sommersi, basta condoni: si applichi il principio costituzionale della progressività fiscale”.

Sulla questione salariale Orsini ha ricordato che, secondo i dati in suo possesso, il 94% dei contratti risulta in regola tra rinnovi e accordi non ancora scaduti, richiamando anche gli altri settori produttivi alla responsabilità di tutelare e far crescere il potere d’acquisto degli italiani.

Fumarola ha quindi riportato l’attenzione sulla casa, definendola “la nuova frattura sociale”. Tra il 2021 e il 2025 il costo delle abitazioni è aumentato del 15%, mettendo in difficoltà anche il ceto medio. Per la Cisl il piano casa è un primo passo, da accompagnare con il recupero di circa 60 mila alloggi popolari, incentivi fiscali alle imprese che investono in abitazioni per i dipendenti e pieno utilizzo delle risorse europee.

Particolarmente significativo, nel cuore del distretto ceramico, il confronto sull’emergenza energetica. La Cisl Emilia Centrale ha richiamato la condizione di un comparto che occupa 14.800 lavoratori tra Modena e Reggio Emilia, chiedendo un mix energetico equilibrato, maggiore autonomia nazionale ed europea, investimenti nelle rinnovabili, nelle reti e negli accumuli e un confronto senza pregiudizi sul nucleare. “La transizione ha senso se porta le nostre industrie nel futuro, non se le porta fuori dall’Europa”, aveva sottolineato Papaleo nell’introduzione.

Sul tema Orsini ha sollecitato una risposta europea più incisiva: “-Bisogna sospendere l’Ets-, denunciandone l’impatto sulla competitività delle imprese. Ha chiesto inoltre di sbloccare rapidamente il decreto bollette, accelerare le autorizzazioni alle rinnovabili, con 400 concessioni ferme per 130 GW, e rafforzare gli strumenti di energy release e gas release. Il gas, ha osservato, resta indispensabile, mentre i benefici del nucleare richiederanno almeno dieci anni.”


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »