Calabria

Frassica e la Calabria per “Seduci e Scappa”. Oggi in prima serata su Rai 1

Una madre single che escogita truffe d’amore per pagarsi la fuga all’estero con la figlia. Una terra, la Calabria, che diventa rifugio e palcoscenico di un viaggio interiore. E un amore inaspettato che costringe a fare i conti con le proprie ferite. È “Seduci e Scappa”, nuovo film della collana “Purché finisca bene” di Rai Fiction, diretto da Fabrizio Costa, prodotto da Pepito Produzioni e realizzato con la collaborazione di Calabria Film Commission, che approda su Rai Uno oggi in prima serata.

Al centro della storia c’è Alice, interpretata da Mariana Lancellotti, un personaggio complesso e moderno: una donna che, per proteggere sua figlia da un padre irresponsabile, mette in atto un piano moralmente ambiguo, ma mosso da un istinto viscerale di sopravvivenza. Abbiamo incontrato l’attrice che ci ha svelato come ha costruito il rapporto speciale con la piccola co-protagonista Diana (Elena Sophia Senise, 7 anni di Castrovillari), cosa ha significato lavorare al fianco di un maestro come Nino Frassica e perché girare in Calabria è stata una bellissima esperienza.

Alice è una madre single che, per proteggere sua figlia, si trova a dover ideare un piano di “truffe” ai danni di uomini superficiali: causa giusta, mezzi discutibili…
«Sì, dopo una relazione profondamente dolorosa con un uomo egocentrico e narcisista che l’ha abbandonata, Alice si ritrova sola con una bambina e una ferita interiore difficile da rimarginare. Quel tradimento segna una frattura profonda: la fiducia nel maschile viene meno e il dolore si trasforma in diffidenza. È proprio da questa disperazione che nasce il suo piano: una serie di truffe ai danni di uomini superficiali, azioni moralmente discutibili ma dettate da un istinto di protezione e da una voglia di riscatto. Alice indossa una sorta di maschera per reagire al male subito, per difendersi e sopravvivere. Resta però un personaggio profondamente umano e complesso: una donna buona, fragile, che aveva sognato una vita diversa e che agisce spinta non dalla cattiveria, ma dalla paura, dalla solitudine e dalla necessità di proteggere sua figlia».

Il rapporto con la figlia Diana è il cuore emotivo del film…
«Sono stata molto fortunata, perché la bambina che interpreta Diana, Sofia, è un’attrice giovanissima ma davvero straordinaria: un vulcano di energia. Per costruire un rapporto credibile sullo schermo abbiamo scelto di creare una relazione reale anche fuori dal set. Abbiamo trascorso molto tempo insieme, insieme anche alla sua mamma: chiacchieravamo, facevamo passeggiate, uscivamo a cena. È nato così un legame autentico, fatto di complicità e fiducia. Questo ci ha permesso di ritrovarci naturalmente anche sul set, sia nei momenti più teneri sia in quelli di tensione. Senza dover forzare nulla».

Calogero, interpretato da Nino Frassica, è un pilastro della storia. Com’è stato lavorare con lui?
«Lavorare con Nino Frassica è stato stupendo. È un attore straordinario, generoso, e mi ha dato tantissimo, sia dal punto di vista umano che artistico. Calogero, il suo personaggio, all’inizio appare freddo e distaccato, soprattutto nei confronti della bambina: è un uomo chiuso, burbero, che sembra non voler accogliere nessuno nella propria vita. In questo atteggiamento, Alice inizialmente ritrova quasi una conferma della sua idea negativa del maschile. Ma anche qui il film lavora per sottrazione e sorpresa: pian piano emerge il grande cuore di Calogero, la sua capacità di aprirsi, di accettare Alice, sua figlia e di prendersi cura di loro».

In “Seduci e scappa” si alternano momenti comici e temi molto seri e attuali come la paternità irresponsabile e la lotta per l’affidamento dei figli…
«Alice è un po’ lo specchio di tante madri di oggi. Ci sono moltissime donne che si trovano a crescere i figli da sole, a dover affrontare la quotidianità senza un vero supporto. È vero che molti uomini sono presenti e attenti nella cura dei figli, per fortuna, ma è anche vero che esistono ancora situazioni in cui uno dei due genitori si sottrae alle proprie responsabilità – e questo può accadere sia al maschile che al femminile. Allo stesso tempo, però, la storia lascia spazio a una via d’uscita. Alice la trova in Leonardo (Francesco Arca), ma avrebbe potuto trovarla anche in un’amicizia. Ed è significativo che nel film ci siano figure femminili molto forti. Raccontiamo anche un bellissimo rapporto tra donne che si aiutano, si tengono per mano e si salvano a vicenda».

La Calabria è quasi un personaggio aggiuntivo nel film, con le sue spiagge e i suoi borghi affascinanti…
«Per me è stato qualcosa di profondamente speciale girare questo film in Calabria, perché sono calabrese. C’è un orgoglio fortissimo, autentico, legato alla mia terra, che mi ha sempre dato tantissimo. Ogni volta che torno in Calabria ho la sensazione di essere nel posto più bello del mondo, ed è un sentimento che non si esaurisce mai. In questo film ho avuto anche la possibilità di scoprire luoghi che non conoscevo direttamente: abbiamo girato nel Cosentino, a Corigliano Rossano, Castrovillari, Plataci, Amantea, Dimante e Fiumefreddo Bruzio. Io sono di Catanzaro, quindi erano territori diversi dai miei, ma sempre parte della stessa casa. Scoprire una spiaggia in cui non ero mai stata, un lungomare meraviglioso, borghi pieni di fascino, è stato ogni volta un “wow”: una conferma continua della bellezza incredibile della mia terra. Tutto questo ha influito moltissimo anche sulla mia interpretazione. Alice è una donna calabrese e io ho potuto attingere a un senso di appartenenza reale, profondo. Lavorare “a casa” ha reso il viaggio emotivo del personaggio ancora più vero e radicato. E poi c’è l’emozione, enorme, di poter mostrare all’Italia quanto sia straordinaria questa terra».


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