frase choc sul banco, in un liceo a Roma
Una frase violenta, tracciata a matita su un banco di scuola, è bastata a far calare il silenzio in un’aula del liceo scientifico Newton di Roma.
Nella sede succursale dell’istituto, in via dell’Olmata, studenti e docenti si sono trovati davanti a una scritta inquietante: «Uccidi una donna incinta», accompagnata da ulteriori indicazioni che descriverebbero atti di violenza.
A rendere pubblico l’episodio sono stati gli attivisti del collettivo studentesco Assange, che parlano di un messaggio «sconvolgente» capace di colpire profondamente la comunità scolastica.
La scoperta in aula
La frase è stata individuata su uno dei banchi dell’aula 110 della succursale del liceo.
Scritta a matita, non si limiterebbe a una semplice provocazione: secondo quanto riferito dagli studenti, il messaggio sarebbe accompagnato da indicazioni dettagliate che suggeriscono comportamenti violenti.
«Non è solo una frase – spiegano dal collettivo – ma qualcosa che assomiglia a un vero e proprio manuale di violenza. Quando un pensiero di questo tipo viene messo nero su bianco, e addirittura trasformato in una sorta di procedura, siamo di fronte a un segnale estremamente grave».
Lo shock tra studenti e professori
La scoperta ha suscitato sgomento tra i ragazzi e anche tra gli insegnanti. La scritta è stata notata quasi subito, generando una reazione immediata all’interno della scuola.
Secondo il collettivo studentesco, l’episodio ha lasciato molti senza parole. «Siamo rimasti scioccati – raccontano – e lo stesso vale per diversi professori. È qualcosa che non dovrebbe comparire in un luogo come la scuola».
Il tema dell’educazione e del supporto
Per gli studenti che hanno denunciato l’accaduto, quanto avvenuto rappresenta anche un campanello d’allarme più ampio.
Il collettivo chiede infatti che la scuola rafforzi i percorsi di sensibilizzazione e l’attenzione al benessere psicologico degli studenti.
«La sensibilizzazione e l’educazione devono muoversi su più livelli – spiegano – e ci auguriamo che chi si trova ad affrontare pensieri così estremi possa ricevere un sostegno psicologico adeguato».
Nel loro intervento, studentesse e studenti richiamano anche un tema sempre più al centro del dibattito scolastico: quello dell’educazione all’affettività e alla sessualità.
Secondo il collettivo, episodi come questo dimostrano quanto sia necessario affrontare apertamente queste questioni nelle scuole.
«È un segnale che non può essere ignorato – concludono –. Serve un impegno condiviso perché gesti e messaggi di questo tipo vengano riconosciuti e condannati dalla comunità scolastica».
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