Fontivegge, Comune punta a dare locali alle associazioni anche in piazza del Bacio
Il Comune di Perugia sta verificando se nell’area di piazza del Bacio ci sono proprietari che vogliono mettere a disposizione locali a piano terra a favore delle associazioni, replicando così il modello di via del Macello che sta funzionando da alcuni anni. A dirlo mercoledì è stato l’assessore Fabrizio Croce, intervenendo nel corso della seduta della commissione Bilancio nel corso della quale è stato approvato – con 10 sì della maggioranza e 2 astensioni delle opposizioni – un ordine del giorno di Pd e alleati relativo alla promozione della sicurezza urbana di piazza del Bacio attraverso la rigenerazione e la vitalità sociale.
L’odg L’atto parte dall’idea che la sicurezza sia un «bene comune» e che non possa essere garantita solo attraverso controlli e repressione, ma anche con la cura degli spazi pubblici e il coinvolgimento attivo dei cittadini. In questo quadro, piazza del Bacio viene indicata come un’area su cui investire in modo strutturale, facendo tesoro delle esperienze già avviate. Nel testo si richiama quanto avvenuto nell’estate scorsa, quando iniziative culturali e sociali come il concerto del Primo Maggio, la manifestazione interetnica Finestra sulle culture e l’evento benefico Parkinsound hanno mostrato come la piazza possa diventare un luogo di aggregazione inclusivo, capace di migliorare la percezione di sicurezza dei residenti. L’obiettivo dell’ordine del giorno è dare continuità a queste esperienze, rendendole stabili nel tempo.
Via del Macello Il modello di riferimento è quello di via del Macello, dove dal 2018 locali commerciali sfitti vengono concessi in comodato gratuito ad associazioni attive sul territorio. Secondo i promotori, anche a piazza del Bacio la presenza di spazi privati inutilizzati potrebbe favorire la nascita di un presidio civico permanente, sostenuto da risorse già previste nel bilancio comunale. L’ordine del giorno impegna quindi sindaca e giunta a valutare l’estensione di questo modello, a consolidare il calendario di eventi culturali, sociali e sportivi già avviati e a coordinare le politiche di rigenerazione sociale con quelle sulla sicurezza urbana, in coerenza con le risorse disponibili.
Modello da replicare Croce ha ricordato il lavoro svolto insieme alle associazioni e ad altri soggetti presenti nell’area, in affiancamento all’attività delle forze dell’ordine, per costruire una programmazione di lungo periodo. L’assessore ha poi sottolineato il buon riscontro di pubblico delle otto giornate di iniziative organizzate, compresi eventi di grande partecipazione come il Giubileo dei giovani e citando tra gli esempi anche l’incontro tra culture promosso il 30 agosto con le comunità etniche. Secondo l’assessore, piazza del Bacio si sta affermando come uno spazio alternativo a piazza IV Novembre per ospitare eventi in condizioni di sicurezza. L’esperienza di via del Macello, che ha contribuito a rendere la zona più vissuta durante il giorno, potrebbe essere replicata verificando la disponibilità dei proprietari di locali oggi fuori dal mercato. L’assessora al Bilancio Alessandra Sartore ha confermato che per questo percorso esistono già risorse stanziate.
La seduta Nel dibattito, diversi consiglieri hanno espresso sostegno all’indirizzo dell’ordine del giorno. Dai banchi della minoranza Leonardo Varasano ha ricordato iniziative culturali promosse negli anni scorsi a Fontivegge, ribadendo che una fruizione di qualità può rafforzare la sicurezza, anche affiancando i controlli. Il consigliere di Progetto Perugia ha proposto poi di affiancare agli eventi programmati iniziative più spontanee e di puntare su incentivi piuttosto che su sgravi fiscali. Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha evidenziato come la repressione da sola non basti e come interventi come lo skatepark abbiano già riportato le persone a vivere la zona, mentre Marko Hromis (Pd) ha richiamato la necessità di superare gli ostacoli che finora hanno limitato le potenzialità dell’area.
Il dibattito Dai banchi dell’opposizione, Edoardo Gentili (FI) ha chiesto chiarimenti sul numero di locali disponibili e ha ricordato l’impostazione seguita dalla precedente amministrazione, basata anche sulla creazione di poli formativi, sollecitando aggiornamenti sullo studentato Rfi. Il dem Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha invece richiamato esempi di rigenerazione urbana riuscita, come via della Viola, sostenendo che la sicurezza nasce dalla presenza delle persone. Nel confronto non sono mancati riferimenti al lavoro svolto dalle amministrazioni passate: Nicola Volpi, Margherita Scoccia, Paolo Befani e altri consiglieri di minoranza hanno rivendicato gli investimenti già realizzati dal centrodestra, mentre esponenti della maggioranza hanno ribadito che un approccio esclusivamente securitario non è sufficiente.
Croce In chiusura, Croce ha ricordato che il Comune non possiede immobili nell’area, ad eccezione della Biblioteca delle Nuvole, e ha segnalato il coinvolgimento dell’Università per rafforzare la vocazione formativa della zona recuperando spazi inutilizzati. L’obiettivo, ha spiegato, è mantenere viva la piazza anche al di fuori dei calendari ufficiali, attivando nuovi progetti con le associazioni grazie alle risorse disponibili. Una linea condivisa, pur nelle diverse sensibilità emerse, è che la rigenerazione di piazza del Bacio passi dalla sua capacità di essere vissuta in modo continuo e consapevole.
La polemica La seduta ha avuto una coda polemica con la maggioranza che ha accusato le opposizioni di «irresponsabilità e ipocrisia» dato che «dopo settimane di proclami sulla sicurezza sono rimasti in aula per il voto soltanto in due, scegliendo comunque l’astensione. Un comportamento che dimostra come, al momento di assumersi responsabilità concrete, la destra preferisca sfilarsi piuttosto che contribuire a soluzioni reali». «La sicurezza – aggiungono – si costruisce anche e soprattutto con la presenza dei servizi, con le relazioni, con la vita nei luoghi e con la qualità dello spazio pubblico. Parallelamente, è necessario garantire il controllo del territorio e il coordinamento con le forze dell’ordine per dare risposte immediate e pragmatiche».
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