Lazio

finto santone e moglie sfilano 3.500 euro a una 88enne

Un’imposizione delle mani a livello dello stomaco per dissipare le “energie oscure” e, per suggellare il prodigio, la somministrazione di una comune bustina di farmaco antireflusso acquistata in farmacia.

Era questa la miracolosa e costosissima “terapia” con cui una coppia di truffatori faceva credere a un’anziana romana di 88 anni di poter spazzare via il malocchio, prosciugandole nel frattempo centinaia di euro alla volta dal conto corrente.

La farsa si è interrotta bruscamente lo scorso 13 agosto grazie al blitz dei carabinieri della stazione Roma San Sebastiano e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur, che hanno sorpreso marito e moglie in flagranza di reato con l’accusa di truffa aggravata.

Nel registro degli indagati è finito anche il figlio diciannovenne della coppia, denunciato a piede libero per il concorso nel raggiro.

Dal contributo simbolico alla stangata da 3.500 euro

Il copione era collaudato. Presentatosi fin dai primi contatti telefonici come un guaritore sensitivo dotato di doti taumaturgiche, l’uomo si era insinuato nella vita della vittima facendole credere che le continue emicranie e i bruciori di stomaco di cui soffriva non fossero problemi di salute, bensì il frutto di una malefica “negatività” scagliata contro di lei.

I primi “trattamenti” a domicilio venivano saldati con modeste offerte da 20 o 30 euro. Guadagnata la cieca fiducia dell’anziana e instaurato un rapporto di totale sudditanza psicologica, le tariffe sono schizzate rapidamente a 500 euro a seduta, fino a raggiungere la richiesta monstre di 3.500 euro per l’intervento decisivo.

A spezzare la catena di abusi è stato il figlio dell’88enne che, accortosi dei sospetti ammanchi di denaro e dello stato di alterazione della madre, si è rivolto all’Arma per presentare denuncia.

Il blitz della vigilia di Ferragosto

La trappola dei carabinieri è scattata il 13 agosto, durante l’ultimo appuntamento concordato nell’abitazione della vittima per la consegna della busta con i contanti:

Nell’appartamento: la donna incassava i 3.500 euro e consegnava all’anziana la solita bustina di Gaviscon come “rimedio definitivo” contro i dolori;

In strada: il marito attendeva all’interno dell’automobile pronto a garantire la fuga;

L’intervento: i militari appostati sono entrati in azione bloccando entrambi con i contanti in mano.

Durante la perquisizione nell’abitazione dei coniugi è spuntato anche un appunto scritto a mano con l’indicazione di “allontanare una certa Tiziana” — ovvero l’amica che aveva originariamente presentato il finto santone all’anziana — una cautela usata dalla coppia per isolare del tutto la vittima ed evitare occhi indiscreti.

Nel corso dell’interrogatorio i due si sono difesi sostenendo che si trattasse di un “semplice e disinteressato rapporto di aiuto e amicizia”, una versione smontata non solo dalle testimonianze ma anche dai messaggi WhatsApp, nei quali l’anziana arrivava persino a scusarsi e ringraziare l’impostore.

L’arresto è stato convalidato dal giudice con l’imposizione dell’obbligo di firma in attesa del processo per direttissima.

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