Fine commissariamento, Cgil: «Non è la svolta attesa»
Sanità in Calabria e fine commissariamento, dai Livelli essenziali di assistenza al piano di rientro, le proposte della Cgil per rilanciare il sistema in questa nuova fase: «Lavorare su assunzioni e 118». «Serve un piano straordinario di assunzioni e nuova governance»
CATANZARO – La sanità calabrese volta pagina, almeno sulla carta. La fine del lungo periodo di commissariamento segna il ritorno della regione verso una gestione ordinaria, ma per i sindacati non si tratta di un traguardo finale, bensì di un punto di partenza carico di incognite e responsabilità. La Fp Cgil e la Cgil Calabria hanno accolto la notizia con estrema cautela, definendo questo passaggio come una «apertura di credito» che non cancella i problemi strutturali accumulati in anni di tagli.
FINE COMMISSARIAMENTO SANITÀ CALABBRESE, LE PROPOSTE DELLA CGIL
Secondo i vertici sindacali, il ritorno alla gestione concorrente sposta il baricentro delle decisioni dai tavoli tecnici romani alle sedi politiche locali. Tuttavia, il piano di rientro resta un’ombra vigile: i vincoli economici dovranno essere rispettati fino al consolidamento dei conti e al raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) ben oltre la soglia minima di sicurezza.
BALDARI E VERALDI, CGIL: «PASSAGGIO NECESSARIO MA NON SUFFICIENTE»
«La fine del commissariamento della sanità in Calabria rappresenta un passaggio necessario ma non sufficiente per normalizzare il governo della sanità in Calabria», hanno dichiarato Alessandra Baldari, segretaria generale Fp Cgil Calabria e Luigi Veraldi, segretario Cgil Calabria. I sindacalisti sottolineano come, da questo momento, la politica regionale non potrà più nascondersi dietro i diktat ministeriali: «D’ora in avanti ogni azione sarà esclusiva responsabilità della politica che avrà margini di scelta autonomi e non da concordare preventivamente con i Ministeri».
LA POLITICA DEVE RIACQUISTARE «IL CORAGGIO DI SPESA»
Il cuore della critica sindacale riguarda la natura del risanamento finanziario finora perseguito. Se il debito è diminuito, sostengono Baldari e Veraldi, lo si deve spesso a una drastica riduzione della spesa che ha colpito la qualità delle prestazioni e il personale. La politica, si legge nel documento, deve ora «riacquistare il coraggio di spesa». Non si tratta di tornare agli sprechi del passato, ma di individuare priorità urgenti per cittadini e lavoratori: «La politica dovrà riconquistare una capacità e il coraggio di spesa sapendo individuare le priorità necessarie per dare le risposte più urgenti ai cittadini e ai lavoratori, senza più alibi».
FINE COMMISSARIAMENTO, I TIMORI DELLA CGIL
Il sospetto della Cgil è che il risparmio sia stato ottenuto a scapito del pubblico a favore del privato accreditato, penalizzando il reclutamento di nuovi medici e infermieri. Una contrazione che si riflette drammaticamente nell’area distrettuale, dove la Calabria non raggiunge ancora le soglie minime di assistenza, frutto di «mancati investimenti e scelte organizzative che hanno condizionato pesantemente le risposte di assistenza e cura».
IL TEMA DEL 118 E DEI PRONTO SOCCORSO
Il fronte più caldo resta quello del 118 e dei Pronto Soccorso. La riforma che ha visto il passaggio delle funzioni dalle Asp all’Azienda Zero non sta dando i frutti sperati. «La recente riforma del Suem 118 e il transito delle funzioni e del personale dalle Aziende sanitarie provinciali ad Azienda zero, al momento non hanno risolto le criticità», denunciano i sindacalisti, evidenziando come le nuove disposizioni abbiano creato «molta confusione oltre che creare le premesse per molti contenziosi».
LA CGIL CHIEDE INCONTRO CON IL PRESIDENTE OCCHIUTO
Le condizioni giuridiche ed economiche dei lavoratori sono al centro del disagio, aggravate da un accordo che la Cgil non ha sottoscritto. Per queste ragioni, la Fp Cgil ha sollecitato un incontro immediato con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Serve un piano straordinario di assunzioni e una nuova governance che rimetta al centro la medicina di prossimità e il benessere dei lavoratori. «La centralità e la delicatezza del servizio di emergenza urgenza richiede ben altro clima per essere erogato con serenità e non si può contare solo sulla professionalità e il senso di abnegazione dei lavoratori».
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