Toscana

festa per lo storico traguardo dell’esercizio ordinario


Un traguardo storico per la diga di Montedoglio, per Eaut – Ente Acque Umbre Toscane e, in generale, per il centro Italia. La direzione generale per le dighe del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha recentemente autorizzato l’entrata in esercizio ordinario dell’invaso tiberino che, certificando stabilità e sicurezza dello sbarramento, ha posto fine alla fase di collaudo e ha sancito il definitivo ingresso dell’infrastruttura nella piena operatività, aprendo una nuova fase per la gestione della risorsa idrica al servizio dei territori della Toscana e dell’Umbria. 

Presente una rappresentanza della commissione Sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale. C’erano la presidente Brenda Barnini (Pd) e i commissari Gabriele Veneri (FdI) e Roberta Casini (Pd), espressione del territorio aretino. Gli oltre 130milioni di metri cubi dell’invaso sono ora pienamente al servizio del vasto territorio che interessa il territorio della Valtiberina toscana e umbra (direttamente i Comuni aretini di Anghiari, Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo e Sansepolcro). La commissione ha risposto all’invito dei vertici di Eaut, l’Ente acque umbro-toscane, con il direttore Andrea Canali e il presidente Simone Viti. All’avvio della messa in esercizio erano presenti anche i presidenti delle Regioni Toscana e Umbria, Eugenio Giani e Stefania Proietti, e gli assessori regionali all’economia e alle infrastrutture della Toscana, Leonardo Marras e Filippo Boni.

Viti: “Raggiunto un obiettivo storico”

“Celebriamo il raggiungimento di un obiettivo storico – spiega Simone Viti, presidente di Eaut – che rappresenta il compimento di un complesso e decennale percorso che ha confermato, unitamente al completamento della rete di adduzione, la capacità di Eaut di realizzare e sviluppare un patrimonio infrastrutturale strategico. Oggi possiamo guardare al futuro con la consapevolezza di avere a disposizione una diga sicura, strategica e pienamente operativa, capace di garantire sviluppo, sostenibilità e tutela della risorsa idrica per comunità e territori di Umbria e Toscana”. 

Questo risultato è stato festeggiato alla diga di Montedoglio con una giornata che ha riunito i rappresentanti di Ministeri, Regioni e Comuni, offrendo l’occasione per condividere le prospettive future legate a un’opera che, con la piena funzionalità, rafforza il proprio ruolo come uno dei principali nodi del sistema idrico dell’Italia centrale. 

L’evento è stato aperto dai saluti dell’ingegner Simone Viti, presidente di Eaut, che ha ricordato le tappe di un percorso che ha preso simbolicamente il via nel lontano 1959 con la proposta di legge dei deputati Bucciarelli Ducci e Fanfani per l’istituzione dell’Ente per la Irrigazione della Val di Chiana e delle Valli Aretine, che è proseguito con la definizione del Piano Generale Irriguo da parte del professor Filippo Arredi e che ha trovato concretizzazione con l’inizio dei lavori nel 1977. 

Il direttore di Eaut, l’ingegner Andrea Canali, ha poi ricordato come i cicli di invaso sperimentale e i conseguenti collaudi tecnico-speciali abbiano caratterizzato la più recente storia di Montedoglio, scandendo un complesso percorso di verifiche, monitoraggi e interventi che ha portato al riconoscimento definitivo della piena sicurezza e affidabilità dell’opera. Le caratteristiche tecniche della diga sono state invece illustrate dall’ingegnere responsabile Thomas Cerbini. 

Giani: “Opera fondamentale, collaborazione con l’Umbria”

“Oggi celebriamo un traguardo storico che va nella direzione della piena attuazione di una visione concepita tra gli anni ‘60 e ‘70 e che finalmente trova il suo compimento – commenta Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. Con l’entrata in esercizio ordinario della diga di Montedoglio, diamo vita a quel disegno originario basato sulle condotte di adduzione che collegano strategicamente il triangolo Montedoglio-Lago Trasimeno-Valdichiana. Si tratta di un’opera fondamentale che si inserisce in una più ampia collaborazione con la Regione Umbria. Grazie a questa sinergia e alla piena operatività della rete apriremo una nuova fase per la gestione della risorsa idrica al servizio dei territori della Toscana e dell’Umbria, garantendo l’irrigazione, l’approvvigionamento e il sostegno al comparto agricolo di un intero territorio interregionale. È la dimostrazione di come le grandi infrastrutture pensate per il futuro possano concretizzarsi per diventare motore di sviluppo per il territorio”. 

Le caratteristiche della diga

I festeggiamenti alla diga di Montedoglio hanno rappresentato anche un’occasione per ribadire il ruolo strategico di un’infrastruttura che, con una capacità di invaso di oltre 135 milioni di metri cubi d’acqua, costituisce oggi una risorsa fondamentale per l’agricoltura, per l’approvvigionamento idropotabile e per la tutela del territorio. L’autorizzazione all’esercizio ordinario fino alla quota massima di regolazione di 393,60 metri sul livello del mare permette infatti di valorizzare pienamente il potenziale dell’opera, garantendo una maggiore disponibilità d’acqua a beneficio di cittadini, imprese e attività produttive. 

Nel corso degli anni, accanto alla realizzazione e alla gestione della diga, Eaut ha sviluppato anche una complessa rete di adduzione primaria e secondaria che permette di destinare l’acqua a un territorio particolarmente vasto tra Valtiberina, Valdichiana, Alto Tevere Umbro e Lago Trasimeno, attraverso la doppia linea di adduzione del Sistema Occidentale e del Sistema Orientale. Questa rete, a regime, consentirà di garantire acqua a scopo irriguo per circa 30.000 ettari di territorio e risorsa idropotabile per circa 700.000 persone tra Toscana e Umbria. A testimoniare il valore di Montedoglio per il sistema agricolo ha simbolicamente contribuito, nel corso dell’evento, la degustazione dei prodotti delle aziende del territorio che beneficiano dell’acqua della diga come dimostrazione concreta di quanto questa infrastruttura abbia contribuito a rafforzare la competitività delle imprese, a sostenere produzioni di eccellenza e a garantire continuità e sostenibilità alle coltivazioni. 

Proietti: “Produrre e proteggere una risorsa preziosa”

“L’entrata in esercizio ordinario della diga di Montedoglio è un passaggio storico per l’Umbria, per la Toscana e per l’intero sistema idrico dell’Italia centrale – aggiunge Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. La certificazione della piena stabilità e sicurezza dell’invaso consolida un’infrastruttura strategica, attesa da decenni, che oggi entra nella sua fase di piena operatività e mette a disposizione dei territori una risorsa essenziale per il futuro. Per l’Umbria, Montedoglio rappresenta una leva fondamentale per l’approvvigionamento idrico, per l’agricoltura, per il sostegno alle imprese e per la tutela ambientale. La disponibilità di acqua è oggi una questione decisiva di sicurezza, sviluppo e adattamento ai cambiamenti climatici. Poter contare su un sistema pienamente funzionante significa rafforzare la capacità dei nostri territori di programmare, produrre e proteggere una risorsa preziosa. Il collegamento con l’Alto Tevere umbro e con il Lago Trasimeno assegna a questa opera un valore concreto, con una risposta strutturale ai bisogni delle comunità, del mondo agricolo e delle attività produttive. Ringrazio l’Ente Acque Umbre Toscane, il Ministero, la Regione Toscana, i Comuni e tutti i tecnici che hanno seguito un percorso complesso, fatto di verifiche, responsabilità e lavoro costante. Un plauso all’assessora regionale Simona Meloni per l’attenzione e il lavoro portato avanti su un tema strategico per l’agricoltura umbra, per il Trasimeno e per la gestione sostenibile della risorsa idrica. Un ringraziamento, infine, va anche ai commissari straordinari nazionali per la scarsità idrica che hanno seguito il dossier Trasimeno, Nicola Dell’Acqua e Fabio Ciciliano, per il contributo assicurato in una fase decisiva del percorso. Oggi si chiude una lunga fase di collaudo e si apre una stagione nuova, fondata su sicurezza, cooperazione istituzionale e capacità di governo”.

Barnini: “Infrastruttura figlia di un visionario lungimirante”

“Si tratta di un traguardo storico, chi ha avuto l’idea di realizzare questa infrastruttura è stato un visionario lungimirante – dichiara Brenda Barnini. La piena operatività dell’invaso assicurerà benefici dal punto di vista della qualità della risorsa idrica, della sostenibilità ambientale e di conseguenza anche della sostenibilità economica. Mette nelle condizioni una parte fondamentale della Toscana di avere accesso alla risorsa idrica con costi più contenuti, con minore impatto ambientale: fondamentale per le imprese agricole, ma anche per gli usi civili. 

Si tratta di un’opera davvero straordinaria, che dimostra come sia possibile anche realizzare infrastrutture ‘difficili’ dal punto di vista ingegneristico. Il fatto che ci siano voluti venti anni per arrivare alla conclusione del collaudo racconta bene anche la magnificenza dell’opera e del resto, il fatto che ci si arrivi oggi, quando i temi del cambiamento climatico e della conseguente mancanza della risorsa idrica sono all’ordine del giorno, ci dimostra quanto sia importante programmare, destinare risorse che magari porteranno i risultati non domani, ma in un tempo congruo per prevenire i cambiamenti del futuro”. 

Veneri: “In arrivo nuovi finanziamenti”

Gabriele Veneri (FdI): “Giusto far conoscere il valore di questa opera, costruita più di cinquanta anni fa, per il mondo agricolo, ma che oggi serve le abitazioni della provincia di Arezzo, di una parte della Val di Chiana senese, con acqua di grandissima qualità. Ora ha iniziato finalmente a servire anche il mondo agricolo, che senza l’acqua non riesce ad essere competitivo e a dare prodotti come il mercato richiede. Nei prossimi mesi e anni, ci sarà sicuramente da lavorare sulla diffusione dell’acqua alle categorie agricole, c’è spazio per nuovi investimenti, a breve dovrebbero arrivare finanziamenti importanti per la Val di Chiana. Avere oggi questa risorsa vuol dire aver saputo guardare avanti cinquanta anni fa e aver capito per tempo il mondo che cambia. Come politica abbiamo il dovere di assicurare infrastrutture di questo tipo, per permettere di irrigare ogni volta che ce n’è bisogno”. 

Casini: “Sfida fondamentale per il futuro”

Anche per Roberta Casini (Pd) c’è “grande soddisfazione, perché finalmente siamo ad avviare il regime ordinario di una risorsa che vale per la Toscana e per l’Umbria. L’acqua è una risorsa importantissima e possiamo anche dire di aver messo in sicurezza questo territorio sia dal punto di vista idraulico che da quello irriguo. Questo invaso è importante per l’agricoltura, ma anche per la parte potabile, con la qualità della nostra acqua che andrà a beneficio della nostra salute. La gestione dell’acqua è una bella sfida, fondamentale per il futuro, e qui abbiamo un bell’esempio di come si possono prevenire drammi futuri. I prossimi investimenti dovranno arrivare a completare l’intervento nella Valdichiana senese e poi nella parte di Capolona e Subbiano, per la quale stiamo pensando già a destinare le prossime risorse in modo da completare tutta la rete”.

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