Femminicidio Sula, le menzogne di Mark e il controllo su Ilaria: «Sono il tuo cucciolone body guard»

di M.R.
Ilaria aveva chiesto una pausa il 26 febbraio dopo una discussione sulla carriera universitaria di Mark. «Mi sono trovato costretto a confessare a che avevo mentito sugli esami e sui voti. Lei si è sentita tradita. Per questo ha chiesto uno stop ma non ce la faceva. Eravamo affezionati. Io inventai un furto in casa mia per stare da Ilaria. A inizio marzo la relazione è diventata molto altalenante. Alcuni giorni mi sentivo il suo fidanzato, altri mi faceva sentire solo un amico. A pochi giorni da un rapporto sessuale, le portai dei fiori, mi ringraziò ma mi disse che doveva parlarmi e non voleva vedermi andar via triste. Io ho detto non faceva differenza, allora mi ha rivelato che si era iscritta a un sito di incontri. ‘Non sono felice e serena, ma non lo sono da tanto e tu lo sai – gli scriveva il giorno seguente -. Ieri mi sono sentita una merda quando mi hai portato i fiori. E Tinder, chiamami pure putt.. ma non mi piace per niente. Mi sento tradita. Cosa vuoi che faccia? Il ragazzo che io pensavo sarebbe stato l’unico, mi ha nascosto per l’ennesima volta una cosa per mesi’.
Era il 20 marzo 2025, i due continuavano a sentirsi per messaggi, ma Ilaria aveva chiesto di non vedersi per un po’. Per il 28, Mark, in vista del loro mesiversario, aveva prenotato un ristorante vista lago. A quella data Ilaria non ci è mai arrivata. Il suo fidanzato l’ha uccisa prima. Martedì, in Tribunale, nel corso di un’udienza durata circa sei ore, l’imputato, reo confesso del femminicidio della giovane studentessa di Terni, ha ripercorso i giorni precedenti il delitto. Il 23, alle 3.30 del mattino, Mark entra senza permesso in camera di Ilaria per dirle che le mancava. Lei dormiva, lui la bacia, lei non gradisce e lo respinge. In un messaggio a un’amica di Ilaria: ‘Mi ha bestemmiato in faccia e cacciato via mentre io piangevo. Mi ha chiesto di andare via prima che si incazzasse. Ho fatto una cazzata, avrei dovuto lasciarle spazio’. «Ero ubriaco» dichiara davanti alla Corte. E spunta il gesto di stizza che Mark compì in quell’occasione: un coltello lanciato contro un foglio appeso al frigo.
Il 24 Ilaria torna a chiedere di non vedersi, ameno fino a venerdì 28. Mark nel frattempo si è impossessato delle credenziali della giovane per accedere alle sue chat private e, da remoto, riesce anche a manipolarle. Ilaria si sente con un ragazzo, contemplano l’ipotesi di incontrarsi, Mark legge e gli sale la rabbia. Coi suoi amici parla di Ilaria come ‘una troia, puttana’. «Quando ho scritto ‘Andrò in prigione, Ilaria è solo mia’ mi riferivo al fatto che potessi essere denunciato se lei avesse scoperto che monitoravo le sue chat». La spiegazione del 24enne alla sbarra.
Il 24 sera Mark perde il controllo delle chat tra Ilaria e A.A., perché i due riescono a contattarsi tramite whatsapp. A quel punto le chiede di vederla la sera dopo: ‘Domani da me alle 22.30, ho capito tante cose, devo togliermi un peso. No spoiler’. Ilaria chiede di rispettare la pausa fino al 28 ma Mark insiste. Sull’orario dell’appuntamento, Mark, ai giudici, non riesce a dare una spiegazione. Il Pm sul punto: «Ilaria non era solita uscire la sera né frequentare casa sua, e per arrivare in via Homs doveva prendere due autobus da sola. Lei diceva di essere il suo ‘Cucciolone body guard e che doveva proteggerla’». Aveva la geolocalizzazione del suo cellulare. Di lei dice: «Mi piaceva il suo essere timorosa». Il pomeriggio Mark, approfittando della fiducia delle coinquiline di Ilaria, si introduce in camera della studentessa e passa almeno un paio d’ore a spiare le chat, nonostante un’amica di Ilaria gli chiedesse di smetterla. A nessuno fa sapere che avrebbe visto la ragazza in serata e intanto alla madre chiede di non entrare in camera sua.
Cosa sia realmente accaduto tra il 25 e il 26 marzo resta in parte un mistero. Secondo quanto riferito dall’assassino, i due avrebbero avuto un rapporto consensiente non protetto dopo una riflessione su nomignoli e viaggi della loro relazione. Le ultime volte, da Ilaria, aveva dormito sul tappeto. Il delitto si sarebbe consumato al mattino. «Sono entrato dopo le 10 in camera, col vassoio con pane, mortadella, zucchero, caffè e coltello – racconta Mark – (anche se di mortadella non è mai stata rilevata traccia e la madre del 24enne ha riferito non averne in casa. Il materiale utilizzato, compresa l’arma, mai rinvenuto). Poggiai il vassoio sul mobile dell’acquario – prosegue -. Alla domanda sul tipo di zucchero, bianco o di canna, Ilaria, distratta, non rispondeva. Stava guardando il cellulare». È in quel momento che la situazione sarebbe precipitata, dopo una notte tranquilla, così come descritta dall’imputato: «Mi ha guardato con aria di sfida, le ho strappato il telefono di mano e ho letto altre cose. Mi è sceso un velo sugli occhi, ero preso da tante emozioni negative. Non me lo so spiegare. Ho fatto una cosa terribile, non me lo perdonerò mai».
Pugni al volto: «Non so quante volte l’ho colpita». Ilaria sarebbe caduta faccia a terra, una volta stesa, le coltellate, tre, in rapida sequenza, inferte con la mano sinistra. Mark conosceva già le conversazioni di Ilaria. Cosa abbia acceso la furia omicidia «non lo so spiegare» ripete. Restano punti non chiariti, soprattutto in relazione all’arma. Agli interrogatori disse ‘Non voglio parlarne’. Ma anche le intenzioni di Mark quando ha invitato Ilaria a casa sua restano un mistero. Dice «Ho sperato fino all’ultimo di recuperare la relazione». Ma agli amici scriveva ‘La metto nell’angolino, la affogo nell’acquario’.
Dopo il fatto di sangue “l’impacchettamento” del cadavere, così come lo ha definito lo stesso Mark, spiegando «forse il sangue le è risalito dal naso perché nella valigia in cui l’ho chiusa aveva la testa piegata all’indietro». Nel racconto la pulizia della stanza, la complicità della madre, l’occultamento del corpo di Ilaria e il tentativo di depistare le indagini utilizzando il telefono della giovane per dare l’impressione che fosse ancora viva; la finta solidarietà ai genitori della vittima e la finale collaborazione con gli inquirenti, quindi l’arresto, la lettera di scuse da dietro le sbarre e un processo che si avvia alla conclusione. Tra maggio e giugno la sentenza.
The post Femminicidio Sula, le menzogne di Mark e il controllo su Ilaria: «Sono il tuo cucciolone body guard» appeared first on Umbria 24.
Source link




