Abruzzo

FdI Lanciano spaccato, Gabriele Di Bucchianico: “Sono io il capogruppo”

Destituito dal ruolo di capogruppo dallo stesso partito che ha contribuito a portare in consiglio comunale e a far crescere, Gabriele Di Bucchianico non ci sta e alza un velo sull’ultimo anno e mezzo del circolo Fratelli d’Italia Lanciano.

A sedici mesi dall’ingresso degli ex consiglieri della Lega nel gruppo consiliare, l’equilibrio nella compagine lancianese del partito di Giorgia Meloni è ormai saltato. Nei giorni scorsi l’ultima goccia è stata la revoca del capogruppo, ruolo assunto da Gianluca D’Intino. Ma il capogruppo ‘destituito’, Di Bucchianico, ha più di un sassolino da togliersi dalla scarpa e lo fa nella conferenza stampa convocata questa mattina, 13 febbraio, nella sala Benito Lanci.

Oltre ai giornalisti, ci sono il sindaco Filippo Paolini, il vicesindaco Danilo Ranieri, la presidente del consiglio comunale Gemma Sciarretta, l’assessore Tonia Paolucci, l’assessore Maria Ida Troilo, i consiglieri comunali Donato Torosantucci, Eugenio Caporrella, Carlo Ciccocioppo e Enzo Di Diego e Donato Di Fonzo, tra i primi ad aderire a FdI in città.

“Ringrazio chi mi è rimasto vicino in questo ultimo anno e mezzo, la presidente del consiglio Gemma Sciarretta – esordisce Di Bucchianico – insieme abbiamo fatto proposte serie, concrete, ma solo per servire al meglio questa città con i tanti problemi che ci sono e che stiamo cercando di risolvere con impegno e determinazione. Ho appreso la notizia del nuovo capogruppo dai giornali. Colto di sorpresa, sono andato a chiedere e vedere cosa stava succedendo e ho trovato una Pec in cui mi si informava che il nuovo capogruppo è Gianluca D’Intino. Ma non c’è una motivazione a chiarire i motivi di questa decisione”.

“Amministrare la città è una cosa seria, bisognerebbe ragionare con tanta responsabilità e studiare – continua il consigliere di FdI – Lanciano ha avuto consiglieri comunali illustri, che hanno fatto la storia di questa città, da don Corradino Marciani a Paolino Giancristofaro, da Paolino Memmo a Luigi Russo, a Pasquale Piscopo. E qui si pretende di amministrare una città, ma non si riesce nemmeno a seguire la procedura corretta per estromettere un capogruppo. La procedura va rifatta da capo e, fino ad allora, sono io il capogruppo”.

Gemma Sciarretta, Danilo Ranieri e Donato Di Fonzo

“Mi sarei aspettato un elenco di priorità – incalza Di Bucchianico – che avessero inserito alcune delle situazioni critiche di questa città da mettere a posto: la sistemazione di via Guido Rosato, una strada da terzo mondo, la grande solidarietà agli amici di Torre Marino che vivono da un anno e mezzo imprigionati da un cantiere, l’asfaltatura e sistemazione di viale Cappuccini, un’altra strada che sembra Bagdad, e poi i marciapiedi di via Martiri, la sistemazione dell’area camper, l’inaugurazione di via Valera”, dice elencando una serie di interventi tutti riferibili all’assessorato ai lavori pubblici guidato da Paolo Bomba, altro esponente di FdI, mai menzionato direttamente. “Ma davanti a tutte queste criticità, la priorità è rimuovere il capogruppo”, sbotta il consigliere.

“Ho contribuito a far diventare questo gruppo più importante e numeroso, portandolo da 3 a 6 e pensando di rafforzare l’azione amministrativa di questa città – spiega Di Bucchianico – Invece è iniziato l’assalto, l’arrembaggio, mettendo in campo anche la ghigliottina. Chiedere di mandare a casa un amministratore (il vicesindaco Danilo Ranieri, oggi nel gruppo misto, ndc), per il semplice fatto che non è allineato – non si capisce poi a che cosa – è un errore. Noi lo abbiamo detto e proposto una revisione di giunta per dare slancio a questa amministrazione, che non significa cambiare gli assessori ma analizzare e vedere quali risultati sono stati raggiunti e quali no. E chi non li ha raggiunti, non è detto che finisca alla ghigliottina. Invece far valere solo la forza, perché adesso siamo 6 consiglieri e ci toccano tot assessori, è un atteggiamento sbagliato e scorretto che non abbiamo condiviso dall’inizio. Pensavamo di fare un percorso normale, con idee diverse”.

“Come me sono tanti gli amici consiglieri che non piegheranno la schiena a questo modo di fare – dice ancora Di Bucchianico – che non permetteranno che questa città diventi il balzello del territorio. Chi viene in questa città deve rispettare chi è stato eletto, il consiglio comunale e l’amministrazione intera. Non permetteremo a nessuno di intervenire e decidere chi vota che cosa e come. Sia esso appartenente a nord della provincia sia a sud. Io la schiena non la piego – conclude Di Bucchianico, incassando la solidarietà di Gemma Sciarretta, unica del gruppo a non firmare la revoca – E sono sicuro che insieme a me ci saranno tutti quelli che mi hanno accompagnato in questo percorso”.


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