Emilia Romagna

Fdi inaugura la sede in via Stalingrado


Il meloniani bolognesi piantano una nuova bandiera, in via Stalingrado, la stessa via alla quale gli stessi esponenti locali di Fratelli d’Italia hanno più volte chiesto di cambiare nome. L’inaugurazione della nuova sede di Fratelli d’Italia al civico 25a, in un palazzo Acer, non è stata solo un taglio del nastro, ma un vero e proprio guanto di sfida lanciato all’attuale amministrazione.

Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei e il Pnrr, ha tracciato la rotta per prossima campagna elettorale: “Si parte da via Stalingrado per arrivare a Palazzo d’Accursio. Questa che inauguriamo oggi è la casa dei bolognesi – ha evidenziato Foti a margine dell’evento – Vogliamo chiaramente fare una campagna elettorale per le prossime elezioni comunali nella convinzione di poter essere altamente competitivi e di cambiare colore rispetto all’attuale giunta Lepore”. Lo riferisce la Dire. 

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Bignami: “Una comunità che cresce”

A fare gli onori di casa il viceministro delle infrastrutture Galeazzo Bignami, che ha rivendicato sui social il radicamento del partito sul territorio: “La comunità bolognese di Fratelli d’Italia cresce sempre di più. Sarà luogo di confronto e di ascolto, sempre nell’interesse di Bologna e dei bolognesi”.

Il nodo candidato

Resta l’incognita sul nome che guiderà la coalizione. Foti, tuttavia, non ha fretta: “Serve anzitutto un programma e una coalizione che sia la più larga possibile. I fatti ci hanno dimostrato che vincere a Bologna non è propriamente facile, ma ci si può riuscire come avvenuto in passato”.

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E sulla natura del candidato (politico o civico), specifica: “Ho detto di coalizione. Prima nascono le coalizioni, poi al loro interno si sceglie il candidato migliore. Non è l’etichetta civico o politico che conta, ma il candidato che ha più possibilità di vincere. Se ci sono molti nomi è segno che c’è tanto fervore per cambiare. Noi al cambiamento crediamo fino in fondo”.

“Da qui, in via Stalingrado, per arrivare a Palazzo d’Accursio basta andare dritti. È quello che noi tendiamo a fare”. Perché “vogliamo trovare insieme agli alleati una buona proposta. Per l’autunno avremo già delle proposte sul tavolo, non andremo alla primavera dell’anno prossimo”. Ha detto Galeazzo Bignami: “Quando lo sceglieremo? Adesso abbiamo appuntamenti importanti, nell’immediato, e vediamo anche le elezioni politiche. Le elezioni amministrative sono nel radar e dobbiamo capire, anche confrontandoci con gli amici alleati, quali scelte compiere. Se si potrebbe scomodare un ministro per la corsa di Bologna? Temo che i ministri dovranno proseguire nel loro ruolo di ministri anche per il prossimo mandato”, osserva Bignami. 

Sui candidati civici che fin si sono mossi in chiave centrodestra, osserva comunque il capogruppo Fdi alla Camera: “Sono tutti nomi che vanno rispettati e seguiti con attenzione, stanno dando un bel contributo di idee e proposte. Crediamo che tutto sia utile, per dare un futuro ed una prospettiva a questa città”. Sempre sui tempi dell’annuncio del candidato, aggiunge Bignami: “Non abbiamo una deadline, certamente non si può andare a 30/40 giorni dal voto come avvenuto in passato. Credo che oggi Fratelli d’Italia debba assumersi l’onere di fare delle proposte e non lo faremo all’ultimo momento, come tanti anni fa è successo. Se pensiamo ad un nome nostro? No, pensiamo però che Fratelli d’Italia debba avere la consapevolezza intanto di coinvolgere tutti gli alleati e di farlo con una tempistica che non sia troppo in ritardo. Essendo il principale partito dopo il Partito Democratico, a Bologna, abbiamo questo ruolo e lo eserciteremo”.

I tempi e l’ipotesi Forchielli

Nemmeno il nome dell’imprenditore Alberto Forchielli, già candidato, sembra accelerare i tempi. Foti ha ribadito che la scelta spetterà al territorio e avverrà solo quando matureranno i presupposti politici, bocciando l’idea di una “data di scadenza” per la nomina: “Se anche lo si tirasse fuori all’ultimo momento, ma è la persona giusta, va bene. Se lo si tira fuori un anno prima ma non è la persona giusta, non va bene. Si presenta un candidato quando ci sono le condizioni” e aggiunge “le condizioni perché il centrodestra vinca ci sono. Ci sono soprattutto le condizioni del cambiamento, anche a fronte di una giunta che si è molto spesa in provvedimenti che non sono graditi all’opinione pubblica”.

 

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