«Fatta la festa, gabbatu lu santu» Di Ruscio contro l’amministrazione Scarfini sull’aumento della Tari – Cronache Fermane
«Fatta la festa, “gabbatu lu Santu”. Il proverbio fermano descrive efficacemente il Consiglio Comunale di ieri, con il quale è stato approvato il piano tariffario della Tari (tassa rifiuti) che prevede un aumento vicino al 6%, circa 8 euro a persona e dopo una campagna elettorale dove l’amministrazione uscente e entrante, si vantava di avere le tariffe più basse nella Provincia di Fermo ma, questo non l’ha mai detto, la percentuale più bassa di raccolta differenziata, 65% circa e appena sopra di qualche decimale per non avere la maggiorazione dell’ecotassa, tra i 40 Comuni della Provincia. Nelle Marche la media è 71%. Ricordo che le tariffe basse sono state ereditate da tutti dalla amministrazione Fedeli». Così, in una nota, il consigliere comunale di opposizione, Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) dopo l’assise di ieri sera in cui è stato annunciato l’aumento della tariffa comunale.
Ma per Di Ruscio non è tutto, anzi: «Hanno modificato anche retroattivamente, dal primo gennaio 2026, il regolamento comunale per la Tari per regolarizzare la delibera della giunta comunale n. 221 del 26 giugno 2026 relativa al Bonus sociale rifiuti e alla determinazione delle rate di acconto, le scadenze, ecc. I provvedimenti potevano essere adottati anche ad aprile ma non si potevano distrarre gli elettori in campagna elettorale. Con questo provvedimento la festa è fatta».
L’aumento dei costi, per Di Ruscio, è da attribuire «quasi esclusivamente al contratto di servizio con l’Asite che è passato da euro 5.214.638,99 oltre iva a euro 5.483.034,00. Qui entra in gioco l’Asite e la sua gestione. Nasce per gestire con maggior efficienza ed efficacia il ciclo dei rifiuti ma negli ultimi 15 anni ne abbiamo viste di tutti colori. Dalla rinuncia ai 10 milioni di euro di indennizzo per l’impianto di produzione di energia elettrica prodotto dal biogas della discarica, l’avvio di inutili e costosi contenziosi che hanno prodotto anche pagamenti di parcelle agli avvocati, la modifica radicale del sistema di raccolta rifiuti per potenziare la differenziata che ha portato solo all’amento dei costi per la realizzazione di isole ecologiche, per un costosissimo software e l’assunzione di almeno altri 100 addetti (l’organico è passato da 100 a 200 unità), automezzi presi in affitto. Per cercare di tappare i buchi sono stati smaltiti i rifiuti da Ascoli Piceno (almeno 3000 tonnellate) e da Macerata (almeno 25 mila tonnellate). In 15 anni non è stato realizzato il nuovo corpo della discarica sull’area Camacci, in fase di progettazione, ma solo sopraelevazioni del bacino esistente con quello che ne consegue. Poi c’è il Biodigestore che nessuno sa quel che costa. Dai documenti allegati al riequilibrio siamo arrivati a 36 milioni di euro, partendo da 17,6 milioni di euro. Problemi con l’Agenzia delle Entrate per i crediti d’imposta non dovuti. Ora si cambia sistema di raccolta, si torna al vecchio mono-operatore quando Sandro Vallasciani era assessore all’ambiente (e Di Ruscio dirigente). La popolazione si lamenta perché ora deve prendere l’auto per conferire i rifiuti. Ma i costi aumentano….e il servizio non migliora. La Tari 2026 è stata calcolata tenendo conto del bilancio Asite 2024 che presentava un utile di euro 1.175.650. Nel 2025 l’utile è sceso a euro 377.614 ed è stato destinato ad incremento delle riserve di bilancio. La “Cassandra” di turno prevede un aumento di Tari anche per il prossimo anno! Prima o dopo le elezioni politiche?».
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