Ex Mercati Generali, blitz dei cittadini in Municipio: «No al maxi-progetto Hines»
La secolare vertenza sul recupero degli ex Mercati Generali di via Ostiense sbatte contro un muro di protesta popolare.
Durante la seduta del Consiglio dell’VIII Municipio, i rappresentanti del Comitato nato per la tutela dell’area hanno messo in atto un’occupazione simbolica dell’aula consiliare, chiedendo il congelamento immediato del piano d’assetto e preteso l’apertura di un confronto vincolante con il quartiere.
Sotto la lente dei cittadini ci sono i destini degli 8,5 ettari dell’ex enclave annonaria, incastonata tra la Piramide Cestia e la Garbatella.
Un perimetro che, dopo vent’anni di abbandono e parziale rinaturalizzazione spontanea, rischia secondo i residenti di essere travolto da una pesante colata di cemento.
La scheda: diecimila metri cubi, studentato e piazze di pietra
Il piano di restyling, il cui sviluppo fa capo al colosso immobiliare Hines, prevede la realizzazione di un complesso di grandi dimensioni.
Secondo i dati esposti dagli attivisti durante l’assemblea, il masterplan comprende:
Dieci edifici residenziali e direzionali, con vette altezze che raggiungono i 7 piani;
Un residence universitario da circa duemila posti letto;
Spazi destinati al terziario, palestre, locali d’accoglienza e ristoro;
Grandi piazze pavimentate e aree di sosta per veicoli (sia ipogee che in superficie).
Un’impronta edilizia che, denunciano i comitati, trasformerebbe l’area in un’enorme isola di calore, soffocando l’equilibrio ambientale del quadrante meridionale e minacciando l’ecosistema umido nato lungo l’alveo del fiume Almone.
Il nodo partecipativo e la furbata della “Conferenza d’agosto”
A far salire la tensione non sono soltanto le volumetrie previste, ma anche le modalità burocratiche seguite dall’amministrazione.
Gli attivisti accusano il Comune e il Municipio di aver ignorato la cittadinanza, organizzando gli unici incontri informativi soltanto a proteste già esplose e senza margini di modifica del testo.
A finire sul banco degli imputati è soprattutto la finestra temporale scelta per la Conferenza dei Servizi decisoria, fissata tra il 1° luglio e il 29 agosto: una collocazione in pieno periodo feriale che, combinata con la regola del silenzio-assenso tra gli enti, rischierebbe di far passare il progetto senza un reale dibattito pubblico.
Le richieste inviate al Campidoglio rimangono ferme: revoca immediata della delibera, radicale ridimensionamento delle cubature private a favore di grandi parchi alberati e vincolo assoluto di rispetto per l’area naturalistica dell’Almone.
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