Exor studia nuove acquisizioni, in cassa quasi quattro miliardi
Roma – Le parole d’ordine per il 2026 sono due: liquidità e prudenza. D’altronde è lo stesso ceo di Exor, John Elkann, a ricordare agli analisti un adagio che in finanza riecheggia nei periodi difficili. «In momenti incerti come quelli che viviamo è fondamentale avere la liquidità e preservare il capitale: come si dice, cash is king». E il cash, concluse le cessioni già definite, ci sarà.


Gedi, gruppo che edita anche Repubblica, non è l’unica dismissione effettuata da Exor, che ha anche ceduto il business della difesa di Iveco a Leonardo e venderà prima dell’estate l’intero gruppo all’indiana Tata Motors. Sono state cedute pure le partecipazioni Lifenet e Nuo. Operazioni che permettono alla holding di avere una liquidità disponibile superiore a 3,5 miliardi. Soldi con cui Exor potrà mettere a segno qualche colpo sul mercato. «Avere quasi quattro miliardi di liquidità ci mette in una situazione forte», dice Elkann. E non c’è fretta per individuare un’occasione di pari portata rispetto all’investimento in Philips. L’amministratore delegato dice che ci vuole «cautela» e «prudenza». Probabile che il nuovo investimento si concretizzerà a fine anno, se non all’inizio del 2027.
Dopo un 2025 complicato, e un 2026 che si annuncia difficile, «vogliamo focalizzarci soprattutto sulle grandi società, dove riteniamo ci sia più valore. Siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione». Tra queste c’è Stellantis, ora guidata dall’ad Antonio Filosa: «Il 2026 sarà un anno cruciale». Appuntamento al Capital markets day del 21 maggio negli Usa, dove l’azienda «presenterà il suo futuro con l’intenzione di essere molto chiara su come intende migliorare», dice Elkann, che è anche presidente del gruppo automobilistico italo-francese e ha gestito la transizione tra l’ex ad Tavares e il manager italiano.


Passaggio che ha dato frutti. Stellantis ha registrato un balzo delle vendite in Europa nel mese di febbraio: le consegne sono state 170.816, in crescita del 9,5%, con la quota di mercato che sale dal 16,2 al 17,4%. Da inizio anno le immatricolazioni sono state 335.426, l’8,2% in più dello stesso periodo 2025 e con una quota che sale dal 15,8 al 17,3%. Il contesto generale è quello di un mercato che torna a crescere a febbraio: le immatricolazioni di auto in Europa occidentale (Ue, Efta e Regno Unito) sono state 979.321, l’1,7% in più dello stesso mese 2025. E continua la forte ascesa delle cinesi, da Byd a Mg. E la ripresa di Tesla.
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