Ex Pascoli, preoccupazione per i nidi di balestruccio
Il cantiere delle ex scuole Pascoli in via Longon a Bolzano si prepara a entrare nel vivo, ma nelle ultime ore l’attenzione si è spostata anche sulla presenza di alcuni nidi di balestruccio, specie protetta appartenente alla famiglia delle rondini, segnalati da alcuni osservatori sull’edificio destinato alla riqualificazione. A sollevare la questione anche sui social è stato Claudio Calissoni, da anni impegnato nella tutela della fauna selvatica in Alto Adige, che insieme a Katja Silvestro e in collaborazione con OIPA Bolzano ha chiesto verifiche preventive per evitare qualsiasi rischio agli animali in piena fase di nidificazione.

«Monitoriamo da vicino la situazione, auspicandoci una soluzione seria e rispettosa, che è assolutamente possibile», spiega Calissoni, ricordando come la normativa provinciale, nazionale ed europea tuteli in maniera rigorosa rondini, balestrucci e rondoni, vietando il danneggiamento dei nidi e il disturbo degli animali durante il periodo riproduttivo. L’allarme lanciato dagli animalisti, tuttavia, trova una prima risposta rassicurante da parte della Provincia. L’assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi ha infatti precisato che il pericolo non è imminente e che le demolizioni vere e proprie non partiranno nei prossimi giorni. «Questa settimana abbiamo soltanto transennato l’area per procedere all’allestimento del cantiere», spiega Bianchi. «Nelle prossime settimane, in collaborazione con la Giardineria provinciale, metteremo in sicurezza tutti gli alberi presenti, che saranno mantenuti. In quella fase effettueremo anche verifiche sulla presenza di eventuali nidi sia sugli alberi sia sui fabbricati». Secondo il cronoprogramma illustrato dall’assessore, le demolizioni inizieranno soltanto nel mese di luglio e partiranno dalla parte dell’edificio affacciata su via Diaz. Inoltre, proprio la porzione di fabbricato dove sarebbero stati documentati alcuni dei nidi segnalati non rientra tra quelle destinate alla demolizione. «Dalla fotografia che mi è stata inviata – precisa Bianchi – quella parte di edificio non verrà demolita perché è la porzione che resterà in piedi anche nel futuro assetto del complesso». Ovvio che andrà considerato anche come i lavori di demolizione a pochi metri dal nido possano rappresentare ugualmente un disturbo reale.

La precisazione di Bianchi, comunque, contribuisce a mettere sotto controllo l’allarme iniziale, pur senza escludere la necessità di controlli accurati. Lo stesso Calissoni, considerato uno dei maggiori esperti del territorio in materia di fauna selvatica urbana, si è detto disponibile a collaborare con le istituzioni affinché tutte le operazioni vengano svolte nel pieno rispetto degli animali Non sarebbe la prima volta. Negli anni scorsi Calissoni aveva infatti già collaborato con successo durante i lavori di riqualificazione dell’ITI di via Cadorna, contribuendo alle attività di monitoraggio, salvaguardia e ripristino dei siti di nidificazione presenti nell’area interessata dal cantiere. Senza particolari intoppi per l’opera. Per questo motivo l’esperto chiede alla Provincia di poter partecipare ai sopralluoghi che verranno effettuati nelle prossime settimane, mettendo a disposizione competenze ed esperienza maturate sul campo. Un approccio che, almeno per il momento, sembra trovare terreno favorevole nella disponibilità manifestata dall’assessore Bianchi a verificare con attenzione la situazione prima dell’avvio delle demolizioni

La Provincia, intanto, ribadisce con un comunicato il valore strategico dell’intervento. Proprio Bianchi ha definito l’avvio del cantiere «un risultato storico», sottolineando come il Polo Bibliotecario fosse atteso da oltre venticinque anni. Secondo il cronoprogramma illustrato dall’assessore, entro la fine del 2026 l’attuale complesso sarà completamente demolito e gli scavi saranno pressoché conclusi. Il nuovo Polo Bibliotecario riunirà in un’unica struttura le biblioteche Civica, Claudia Augusta e Tessmann, oltre a spazi dedicati alla divulgazione culturale, alla formazione e all’incontro tra cittadini. Il progetto prevede inoltre un’area permanente dedicata all’ONU e alle autonomie territoriali, con l’obiettivo di trasformare il nuovo complesso in uno dei principali poli culturali dell’intero territorio provinciale. Per Palazzo Widmann, l’apertura del cantiere rappresenta anche un’importante operazione di rigenerazione urbana in una zona della città che da anni versa in condizioni di degrado e abbandono. Intrecciandosi, infine, con il nuovo concept urbano in arrivo per piazza Vittoria.
✍️ Alan Conti




