Ets2, il Parlamento Ue accelera: più tutele contro il caro CO2
Il Parlamento europeo accelera sulla revisione del sistema Ets2, il nuovo mercato del carbonio destinato a edifici e trasporto stradale, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per famiglie e consumatori. La commissione Ambiente ha approvato il proprio mandato negoziale introducendo una serie di modifiche alla riserva di stabilità del mercato (Msr), il meccanismo che regola l’offerta di quote di CO2 per contenere la volatilità dei prezzi.
Il punto centrale riguarda i tempi di intervento in caso di aumenti improvvisi del prezzo del carbonio. Rispetto alla proposta della Commissione, gli eurodeputati chiedono una reazione più rapida: il rilascio di quote dalla MSR dovrebbe avvenire dopo un mese, anziché due, quando il prezzo supera i 45 euro per tonnellata di CO2 (ai valori del 2020).
Viene inoltre proposta una revisione del tetto di prezzo. Il limite di 45 euro dovrebbe essere esteso oltre il 2029 e aggiornato ai prezzi del 2026, per riflettere meglio l’evoluzione del contesto economico.
Un altro elemento riguarda la gestione delle quote inutilizzate. La proposta iniziale prevedeva la loro cancellazione a partire dal 2031, ma il Parlamento punta a un approccio più graduale: il 50% verrebbe annullato dal 2034 e il restante entro il 2036, con una verifica intermedia da parte della Commissione.
Accanto agli interventi tecnici sulla Msr, emerge la richiesta di misure aggiuntive. Secondo gli eurodeputati, la revisione del meccanismo non è sufficiente a mitigare gli effetti sociali dell’Ets2. Per questo viene sollecitata una strategia più ampia di decarbonizzazione, in grado di ridurre la dipendenza delle famiglie dai combustibili fossili.
Tra le opzioni allo studio anche la possibilità per gli Stati membri di esentare temporaneamente gli edifici residenziali dal sistema, a condizione di adottare misure alternative per il raggiungimento degli obiettivi climatici. L’obiettivo è limitare gli impatti più rilevanti sui consumatori, in una fase di transizione ancora complessa.
Il Parlamento chiede inoltre una valutazione d’impatto complessiva dell’Ets2, che analizzi sia gli effetti sul raggiungimento dei target climatici sia le conseguenze sociali.
Il nuovo sistema Ets2, rinviato di un anno, entrerà in vigore il 1° gennaio 2028 e punta a ridurre le emissioni di CO2 di edifici e trasporti del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Nel percorso di implementazione, la tenuta sociale del meccanismo resta uno degli elementi più sensibili.
Le modifiche proposte dal Parlamento si inseriscono proprio in questo equilibrio: mantenere l’efficacia dello strumento nel guidare la decarbonizzazione, evitando al tempo stesso effetti distorsivi sui prezzi e sulle famiglie.
In questo equilibrio si inserisce anche il ruolo del Social Climate Fund, già approvato a livello europeo e destinato ad accompagnare l’entrata in vigore dell’Ets2, finanziato proprio dai proventi del sistema. Il fondo vale circa 86,7 miliardi di euro tra risorse europee e cofinanziamento nazionale e punta a sostenere famiglie vulnerabili e microimprese, attraverso contributi diretti e investimenti in efficienza energetica e mobilità sostenibile. Resta però aperta la partita dell’attuazione: l’efficacia dipenderà dalla capacità degli Stati membri di trasformare le risorse in interventi concreti e mirati, in grado di attenuare l’impatto sociale della transizione.
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