Etruschi e nuragici, il mare che unisce: inaugurata la mostra al museo civico di Cabras
Cabras
Sarà visitabile fino al 9 novembre
Il mare come ponte tra popoli e culture. È questo il filo conduttore di “Tyrrhenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce”, mostra inaugurata questa mattina al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, segna anche l’apertura della nuova sala dei Giganti del museo, traguardo istituzionale storico che amplia la superficie espositiva a circa 1.500 metri quadri.
Curata da Paolo Giulierini, Daniele Federico Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, la mostra propone un percorso tra reperti e manufatti che raccontano gli intensi rapporti commerciali e culturali tra la civiltà nuragica e quella etrusca, evidenziando il ruolo del Mediterraneo come luogo di incontro e di scambio.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo di Oristano monsignor Roberto Carboni, l’assessora regionale della Pubblica istruzione Ilaria Portas, il sindaco di Cabras Andrea Abis e il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni.
Muroni ha sottolineato il valore dell’iniziativa e il lavoro di squadra che l’ha resa possibile: “Questa mostra è il risultato della collaborazione tra la Fondazione, i curatori e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. A breve il museo potrà contare anche su una nuova sala espositiva che garantirà maggiore comfort e una migliore accoglienza per i visitatori”.
Per il sindaco Andrea Abis l’esposizione rappresenta un passaggio fondamentale nella valorizzazione del patrimonio di Cabras: “È un progetto di grande valore storico e culturale che racconta come i popoli del Mediterraneo comunicassero già migliaia di anni fa. È il frutto del lavoro condiviso tra Fondazione, Ministero, Regione e Comune per far crescere il nostro museo”.
L’assessora regionale Ilaria Portas ha definito l’inaugurazione “un giorno speciale che rappresenta un punto di partenza”, ricordando il forte interesse suscitato dalla mostra già durante la presentazione a Firenze. “La Sardegna”, ha detto, “è stata al centro del Mediterraneo nel passato e deve continuare a esserlo anche nel futuro. Fondazione e Comune stanno investendo con convinzione sulla cultura”.
Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Daniele Federico Maras, ha evidenziato il significato scientifico dell’esposizione: “La mostra nasce dall’alleanza tra la Fondazione Mont’e Prama e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze per raccontare l’antichissima relazione tra le due sponde del Tirreno. Una rete di contatti interculturali che, all’alba del primo millennio avanti Cristo, contribuì a gettare le basi della cultura italiana ed europea in un Mediterraneo già aperto agli scambi e alla mobilità”.
È intervenuta inoltre la direttrice del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, Alfonsina Russo, che ha sottolineato l’importanza dell’esposizione nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico italiano e il ruolo fondamentale della collaborazione tra diverse istituzioni.
Il direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Ministero della Cultura Fabrizio Magani ha espresso sostegno verso le attività come quella della mostra inaugurata oggi e sottolineato l’importanza del ruolo delle Soprintendenze, che hanno dato slancio alle scoperte archeologiche nel territorio.
A delineare il valore scientifico sono stati i curatori della mostra, rappresentati da Paolo Giulierini (co-curatore insieme a Raimondo Zucca, Daniele Federico Maras e Giorgio Murru): “La mostra è un’occasione unica per mettere a confronto, tramite straordinari reperti, le aristocrazie etrusche e sarde in un momento in cui i ceti dirigenti si riconoscevano per comuni stili di vita. Mai come in quel tempo il Mare Sardo fu uno straordinario elemento di connessione tra le due coste; non a caso l’immagine della mostra è una barchetta nuragica rinvenuta a Vetulonia, in Etruria”.
La mostra “Tyrrhenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” rimarrà aperta al pubblico fino al 9 novembre. Il progetto espositivo è stato realizzato con il coordinamento di Villagio Globale International, unendo reperti d’eccellenza provenienti da diversi musei italiani, con una significativa selezione dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
La mostra nasce dall’alleanza tra la Fondazione Mont’e Prama e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, allo scopo di illustrare l’antichissima relazione stretta tra le due sponde del Mare Tirreno, che vide protagoniste la grande civiltà sarda all’epoca dei Giganti e la nascente potenza etrusca tra le età Villanoviana e Orientalizzante. Una rete di contatti interculturali, all’alba del primo millennio, che gettò le basi per la cultura italiana ed europea, in un quadro mediterraneo più aperto alla mobilità e agli scambi di quanto si immagini oggi. Nel percorso della mostra, il visitatore si sentirà trasportato nel mare, racchiuso tra la costa etrusca, dove oggetti di produzione sarda furono importati in contesti funerari etruschi tra X e VII secolo a.C., e l’isola “dalla vena d’argento” (come i Greci soprannominarono un tempo la Sardegna), dove numerosi materiali etruschi sono il documento di un’antica consuetudine e permeabilità culturale.
Le navicelle di bronzo sarde trovate in Etruria – tra le quali la più bella dalla Tomba del Duce di Vetulonia – sono il segno concreto di quella frequente navigazione che congiungeva popoli diversi in una cornice culturale comune. Infine, l’incontro tra la grande scultura monumentale sarda, rappresentata dai Giganti di Mont’e Prama, e la scultura etrusca delle origini, rappresentata dalle statue di Casale Marittimo e di Vetulonia, mostra ancora una volta l’aspetto umano delle immagini del passato, con una insospettata condivisione dei modi di vivere e di sentire, che ancora oggi ci coinvolge e commuove al di là della barriera del tempo.
Sarà la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C. tra i Greci di Focea e una flotta etrusca e cartaginese a stabilire i nuovi equilibri nel Tirreno. Questi ultimi, vittoriosi, si spartiranno le rispettive aree di influenza e da questo momento la Sardegna diverrà progressivamente una colonia cartaginese. L’esposizione dimostra come la Sardegna, in quanto isola, non è mai stata isolata, ma è stata da sempre protagonista di una rete culturale mediterranea, alla quale ha contribuito attivamente sin da epoche remote.
Sabato, 18 luglio 2026
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