Epstein Files, rilasciati altri 3 milioni di pagine di documenti. Nuove ombre su Bill Gates
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ripreso oggi la diffusione dei documenti investigativi legati a Jeffrey Epstein, pubblicando online una nuova e imponente tranche di materiali nell’ambito della legge federale approvata dal Congresso dopo la sua morte. Si tratta di uno dei più vasti rilasci documentali mai effettuati dal governo federale americano su un singolo caso giudiziario.
La maxi-pubblicazione del Dipartimento di Giustizia
Ad annunciarlo è stato il vice procuratore generale Todd Blanche, che ha confermato la messa a disposizione di oltre tre milioni di pagine di atti, accompagnate da più di duemila video e circa 180mila immagini provenienti dagli archivi investigativi. I file sono stati caricati sul sito ufficiale del Department of Justice e comprendono una parte consistente del materiale che era stato trattenuto nel primo rilascio di dicembre.
La pubblicazione avviene in applicazione dell’Epstein Files Transparency Act, la norma che obbliga il governo federale a rendere pubbliche le informazioni in suo possesso sul finanziere e sulla sua ex compagna e collaboratrice Ghislaine Maxwell, salvo le eccezioni necessarie a tutelare le vittime e le indagini ancora aperte. Il Dipartimento di Giustizia aveva mancato la scadenza fissata dal Congresso lo scorso 19 dicembre, spiegando di aver dovuto impiegare centinaia di avvocati per esaminare milioni di pagine e stabilire quali parti dovessero essere oscurate.
Bill Gates ancora nella bufera
Tra i documenti resi pubblici in queste ore figura anche una mail che sarebbe stata scritta da Epstein a se stesso il 18 luglio 2013 e che contiene accuse personali nei confronti di Bill Gates. Nel messaggio, Epstein avrebbe sostenuto che Gates sarebbe rimasto contagiato da una malattia venerea dopo rapporti con ragazze russe. Nella stessa mail, il finanziere attacca duramente l’ex alleato per aver interrotto i rapporti personali, scrivendo: “Per aggiungere insulto alla ferita mi chiedi ora di cancellare le mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta di antibiotici da passare di nascosto a Melinda“.
Nei documenti emergono inoltre anni di segnalazioni, testimonianze e rapporti dell’FBI, comprese denunce considerate all’epoca difficili da verificare o dai contorni apparentemente inverosimili. In diversi casi, gli investigatori federali avevano comunque contattato i segnalanti e redatto resoconti formali delle loro dichiarazioni, inoltrandoli ai superiori senza trarre conclusioni operative immediate. Il materiale comprende anche un’enorme quantità di corrispondenza elettronica, ritagli di stampa, note interne tra procuratori e verbali di colloqui con testimoni e presunte vittime.
Accuse, retroscena e nuove polemiche
Come già avvenuto nei rilasci precedenti, una parte significativa dei file risulta pesantemente redatta. Intere pagine di alcuni rapporti sono state oscurate, così come i nomi degli intervistati e qualsiasi elemento che possa consentire l’identificazione delle vittime. Blanche ha spiegato che sono stati eliminati anche video e immagini che raffigurano donne diverse da Maxwell, materiali riconducibili ad abusi sessuali su minori, contenuti estremamente violenti e tutto ciò che potrebbe compromettere procedimenti federali ancora in corso.
Il vice procuratore generale ha respinto con decisione le accuse secondo cui il Dipartimento di Giustizia starebbe trattenendo documenti per proteggere personalità politiche o figure potenti, sottolineando che nessuna informazione è stata esclusa per motivi di sicurezza nazionale o di politica estera. “Non abbiamo protetto Donald Trump” nell’esaminare i documenti. “Posso assicurarvi che abbiamo seguito lo statuto. Non abbiamo protetto Trump.
Non abbiamo protetto nessuno“, ha detto il viceministro della Giustizia Todd Blanche. Blanche ha inoltre affermato che il Dipartimento resta in contatto costante con le vittime e i loro legali e ha invitato chiunque ritenga che siano stati pubblicati dati sensibili a segnalarlo immediatamente.
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