emozioni, ricordi e la potenza di Final Fantasy X nel 2026
PlayStation 2 è stata una parte fondamentale della mia prima adolescenza. Nel periodo a cavallo fra il 2002 ed il 2008 ho giocato a centinaia e probabilmente migliaia di ore in compagnia dell’ammiraglia Sony. Era l’era dei Need for Speed Underground, dei Grand Theft Auto, dei Gran Turismo.
Ovviamente, crescendo, ho avuto il privilegio di tenere viva la mia passione acquistando le generazioni di console uscite successivamente. Eppure, l’amore per PS2 è continuato ad ardere nel mio cuore. Motivo per il quale mi sono deciso a collegare quella PlayStation 2 Slim – recuperata nella cantina della mia compagna – al televisore della camera matrimoniale. Ad accompagnare questo tuffo nella mia prima adolescenza c’era un videogioco speciale: Final Fantasy X. Titolo Square Enix considerato ampiamente una delle killer application della generazione PS2, per intenderci.
Anzitutto il rito di accensione mi ha riportato a quegli anni. Nessun risveglio dalla modalità riposo. Nessun tasto sul controller atto ad avviare la macchina. Ho acceso fisicamente la console, aperto lo sportellino della PS2 Slim, ci ho infilato dentro il gioco e l’ho richiuso. Una volta fatto tutto ciò, ho acceso la televisione e selezionato il canale di input connesso alla console. Da lì la magia ha preso vita e forma, con il jingle di PS2 che ricordavo lucidamente nonostante fossero anni, probabilmente più di 15, che non avviavo una console dell’epoca.
Anche qui, il tuffo nel passato mi ha reso consapevole dei passi in avanti giganteschi compiuti in termini di user experience. Nessun sistema operativo da aggiornare, store o abbonamenti. Si entra subito nel vivo dell’azione, con il videogioco che viene riprodotto istantaneamente una volta inserito nella console. Oddio, istantaneamente è forse un parolone. Diciamo solo che non ci sono distrazioni, ma si va subito al sodo. Graficamente, il decimo capitolo della saga di Final Fantasy si difende ancora piuttosto bene, nonostante il numero di poligoni dei personaggi e degli ambienti di gioco sia di gran lunga inferiore rispetto alle attuali generazioni. Anche il sonoro non l’ho trovato affatto malvagio, sebbene non siano presenti preset dedicati ai diversi supporti quali cuffie, sistema Dolby e così via.
In definitiva, avere riacceso PS2 nel 2026 mi ha fatto apprezzare ancora di più i passi in avanti compiuti nel corso dei decenni, ma ancora di più mi ha ricordato perché amo i videogiochi. In un’epoca in cui molti di quelli che oggi sono “orpelli”, passavamo centinaia di ore a giocare solo spinti solo ed esclusivamente dall’amore per il videogioco.
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