Marche

Electrolux, operai sul piede di guerra a Cerreto d’Esi. «Noi pronti a tutto, la Regione si attivi». Oggi il summit Acquaroli-Urso e sciopero

CERRETO D’ESI Ieri l’assemblea nella fabbrica Electrolux di Cerreto d’Esi: operai sul piede di guerra, non si escludono nuove iniziative di protesta, con il coinvolgimento di tutti i siti italiani del Gruppo, da organizzare in base a come andrà il summit di oggi tra il governatore Acquaroli e il ministro Urso. Sarà una mattinata di fuoco nel Fabrianese: è prevista anche un’assemblea, il presidio e lo sciopero dei dipendenti Beko di Melano.

Il punto

Dopo la doccia fredda al Mimit, con la multinazionale svedese che ha confermato la chiusura del sito produttivo di Cerreto, i sindacati hanno fatto il punto con i lavoratori. «Le posizioni dell’azienda sono irricevibili e offensive, soprattutto a fronte dei sacrifici fatti in questi anni e le disponibilità che sono sempre state date.

C’è comunque – dice Pierpaolo Pullini, Fiom Cgil – un chiaro mandato a fare pressione sulle istruzioni affinché siano realmente incisive in questa complicatissima vertenza.

Bene il rigetto del comportamento di Electrolux, ma adesso servono azioni decise e concrete. Siamo pronti a mettere in piedi tutte le iniziative sindacali a cominciare dal pacchetto di 8 ore di sciopero che verranno effettuate nel modo più incisivo possibile. Parlare di reindustrializzazione di uno stabilimento che il lavoro ce l’ha, e che viene portato in Polonia, è una vergogna» conclude Pullini. Per Isabella Gentilucci, Uilm Ancona, «i lavoratori hanno manifestato forte preoccupazione a seguito del fallimento degli ultimi incontri tecnici e chiedono alla politica tutta di fare pressioni sull’azienda affinché ci sia una soluzione positiva per Cerreto d’Esi e la salvaguardia occupazionale dei 154 lavoratori».

Emanuele Chiarotti, Fim Cisl Marche spiega: «Serve un vero piano industriale da parte di Electrolux che tenga conto del territorio e dei lavoratori». Diverse le reazioni politiche. Maurizio Mangialardi, Pd: «Occorre dire quale sia la politica industriale delle Marche, quali filiere strategiche intendiamo difendere, quali investimenti vogliamo attrarre e quale ruolo la Regione intenda esercitare nei confronti del Governo e delle multinazionali. Electrolux ritiri la decisione di chiudere Cerreto. Ma Governo e Regione devono smettere di inseguire le crisi quando esplodono e iniziare a governare i processi industriali».

Da Fratelli d’Italia Fabriano, si respingono gli attacchi a Governo e Regione fatti dalla sindaca Ghergo: «Le istituzioni hanno partecipato ai tavoli, contestato il piano Electrolux, chiesto di ritirarlo e avviato, il 15 giugno, un nuovo confronto con sospensione per 50 giorni delle misure aziendali. Si può chiedere a Governo e Regione di fare di più, perché quando sono in gioco posti di lavoro è legittimo e doveroso farlo, ma dire che siano rimasti a guardare non corrisponde alla realtà. Occorre continuare a verificare ogni possibilità per mantenere una presenza produttiva e utilizzare tutti gli strumenti pubblici disponibili, senza confondere i ruoli né trasformare la preoccupazione dei lavoratori in un’arma politica» conclude il direttivo. Oggi intanto riflettori sull’altra vertenza con i lavoratori Beko in sciopero.




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