Educativa di strada, gli school tutor debuttano il 26 gennaio

Per prevenire le violenze nelle scuole fino a tragedie come quelle di La Spezia, arrivano gli “school tutor” a Modena. Lo annuncia il sindaco Massimo Mezzetti, oggi interpellato a margine di una conferenza in Regione, chiarendo che a breve, dal 26 gennaio, “introdurremo una figura nuova a Modena, lo school tutor. Analogamente allo street tutor, la nuova figura interverrà fuori dalle scuole col compito di monitorare e anche intervenire, in caso di episodi di ‘bassa tensione’, oppure segnalare immediatamente alle forze dell’ordine, in caso di casi più gravi. Lo school tutor serve ad evitare che ci siano casi che possono degenerare”.
Ma continua il sindaco di Modena, dove negli ultimi anni si è parlato molto di casi di bullismo e violenze tra giovani fuori dagli istituti scolastici: “È un altro strumento che mettiamo in campo in questo ambito, oltre ai maggiori controlli. Nell’ultimo anno gli episodi in questione sono infatti molto calati, sono stati ridotti al minimo. Una volta aumentati i controlli all’esterno, abbiamo però registrato nuovi episodi dentro alle scuole. Non possiamo militarizzare le scuole, dobbiamo quindi riflettere su come intervenire ancora”.
Rimarca ancora Mezzetti, richiamando che “dalla pandemia ad oggi, mentre tutti gli altri reati sono calati, il fenomeno della criminalità minorile è cresciuto del 30%. Questo ci impone di cambiare e dobbiamo perseguire anche i crimini dei minorenni, quindi anche la normativa deve essere rinnovata riducendo, più che il garantismo, i margini di impunità”.
Da una parte, riassume il sindaco, “dobbiamo essere duri contro il crimine anche minorile, quindi, e dall’altra dobbiamo essere anche determinati a scovare la radici di questo malessere profondo che sta crescendo tra i nostri giovani. Intervenendo in termini sociali, psicologici e psichiatrici: ce n’è grande bisogno, in una società che si chiude su se stessa, in una solitudine che attraversa appunto anche i più giovani e non solo gli anziani. E la solitudine genera devianza pericolosa. Dobbiamo intervenire su punizione e prevenzione, allora: bene le norme che reprimono il crimine minorile, investendo allo stesso tempo con più risorse per affrontare il disagio sociale”, conclude Mezzetti. (DIRE)
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