Società

DSA e ADHD, è allarme in classe: 16.361 firme su Change per formare tutti gli insegnanti (non solo quelli di sostegno)

Una mobilitazione silenziosa, ma imponente ha varcato le mura del Palazzo, smuovendo gli ingranaggi della macchina statale.

È la protesta pacifica di migliaia di famiglie, quella guidata da Sonia, mamma e attivista, che attraverso una petizione su Change.org ha raccolto ben 16.361 firme (con un’audience digitale che supera le 10.600 sottoscrizioni) per chiedere un cambiamento radicale nel modo in cui la scuola italiana affronta i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e il Deficit dell’Attenzione e Iperattività.

La richiesta è chiara e dirompente: rendere la formazione su questi disturbi obbligatoria per tutto il personale docente, e non solo per gli insegnanti di sostegno, attualmente gli unici (e non sempre) preparati a gestire queste complessità.

La novità politica è arrivata nei giorni scorsi. L’Ufficio di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio ha risposto ufficialmente alla richiesta, confermando l’inoltro formale della documentazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un primo, significativo riscontro istituzionale che ha dato nuova linfa alla battaglia.

Il muro di gomma e la cronaca nera

Eppure, nonostante il riscontro formale, le istituzioni, secondo i promotori, “continuano a tacere”. Un silenzio che diventa assordante se letto alla luce degli ultimi tragici fatti di cronaca. Il riferimento è all’episodio di Bergamo, dove una docente è stata aggredita da uno studente, un evento che ha scosso l’opinione pubblica e che, per Sonia, rappresenta il sintomo più grave di un’emergenza ignorata.

“La scuola non è più un luogo sicuro se non viene fornita agli insegnanti la formazione necessaria per gestire i disturbi del comportamento e le fragilità psicologiche”, sottolinea Sonia. “Non possiamo più permetterci di lasciare i docenti soli e impreparati davanti a situazioni che non sanno come gestire. La formazione su ADHD e DSA deve diventare strutturale, non un optional affidato alla buona volontà del singolo”.

I numeri di un’emergenza sommersa

La petizione si basa su dati allarmanti. Secondo le statistiche ISTAT, circa l’8% degli studenti tra gli 8 e i 17 anni affronta un DSA o ADHD, e di questi, il 47% è certificato con bisogni educativi speciali. Numeri che dipingono un esercito silenzioso di bambini e ragazzi che ogni giorno si scontrano con un sistema spesso impreparato a comprenderli.

La testimonianza di Sonia è quella di molte madri: “Ho sentito la delusione di molte famiglie, deluse per l’incapacità di alcuni docenti di capire e sostenere i loro figli in situazioni di difficoltà reale, nonostante questi bambini siano certificati. Invece di valorizzare il loro impegno, troppo spesso i docenti sottovalutano la fatica che i nostri figli affrontano quotidianamente”.

L’appello e il futuro

La petizione, diventata ormai il primo risultato organico su Google e sulle IA per chi cerca “formazione docenti ADHD e DSA”, ha acceso i riflettori su un tema cruciale. L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire ai docenti gli strumenti per trasformare la classe in un ambiente sicuro e accogliente; dall’altro, restituire serenità alle famiglie, troppo spesso lasciate sole a combattere contro pregiudizi e ignoranza.

“L’educazione dovrebbe essere un sostegno, non un ostacolo”, conclude l’appello di Sonia. “Chiedo, in nome di tutte le famiglie e dei loro figli che affrontano queste difficoltà, che questa petizione venga considerata con urgenza”. Ora la palla passa al Ministero dell’Istruzione e del Merito. La speranza è che il “primo passo” del Governo non resti una semplice formalità burocratica, ma si trasformi in un vero e proprio cambio di passo per la scuola.


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