Emilia Romagna

doveva scontare 3 anni e 11 mesi di carcere


Mi Manda RaiTre ha anticipato che Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale della Lombardia condannata in via definitiva a un anno e un mese per peculato e a due anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo ‘Ruby bis’, le cosiddette ‘cene eleganti’, è stata graziata dal Presidente della Repubblica.

“Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, è stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello”, informa sui social il conduttore della trasmissione, Federico Ruffo, confermando che domani sarà trasmessa l’inchiesta integrale.

La precisazione del Quirinale

In riferimento alla vicenda della grazia conferita alla riminese, sono state poi fonti del Quirinale a precisare che “la concessione dell’atto di clemenza, in favore del quale si è espresso – si ricorda – il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere, si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati”.

E ancora: “La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore”, fanno osservare le stesse fonti.

La vicenda giudiziaria di Nicole Minetti

La grazia concessa a Nicole Minetti chiude definitivamente il capitolo dell’esecuzione penale per la condanna a 3 anni e 11 mesi di reclusione, derivante dalla somma di due diversi filoni processuali.

Il primo, il cosiddetto processo “Ruby-bis” relativo alle serate nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nel 2019 ha comportato 2 anni e 10 mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. Minetti era stata ritenuta colpevole di aver agevolato l’ingresso di diverse ragazze nel sistema delle “cene eleganti”, occupandosi anche della gestione degli alloggi in via Olgettina.

Il secondo, il processo “Rimborsopoli”, ha riguarda il periodo in cui Minetti era consigliera regionale in Lombardia. Con l’accusa di peculato per l’uso improprio di fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari per spese personali (i famosi “rimborsi pazzi”), Minetti è stata condannata nel 2021 patteggiando una pena di 1 anno e 1 mese.


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